Abusivismo nel Gargano: pronti i primi 40 abbattimenti

pecorella-de-castrisIstituito l’Ufficio demolizione retto da 2 Sostituti Procuratori e da un nutrito team di Polizia Giudiziaria che si preoccuperà di organizzare ed eseguire il dispositivo della Procura della Repubblica di Foggia. La demolizione degli edifici abusivi interesserà innanzitutto l’area del Parco Nazionale del Gargano, con particolare riferimento alle zone colpite dall’alluvione nella prima settimana di Settembre, dando priorità a immobili per cui esiste già una sentenza passata in giudicato, agli ecomostri e alle strutture realizzate in punti particolarmente sensibili rispetto ai fenomeni di dissesto idrogeologico.

I fondi necessari, pari a 500mila euro, saranno resi disponibili dal ministero dell’Ambiente e serviranno per abbattere da 30 a 40 immobili abusivi. Il finanziamento coprirà anche le spese di trasferimento dei materiali di risulta in discarica. Ad annunciarlo nella conferenza stampa di questa mattina presso la Procura foggiana il Procuratore Leone De Castris che ha presentato, insieme al presidente del Parco del Gargano, Stefano Pecorella, la convenzione che detta le linee guida del piano d’intervento. Come ha spiegato Pecorella, la Procura ha contattato tramite il ministero il Parco del Gargano perchè c’era una dotazione finanziaria nel bilancio dell’Ente che era legata all’approvazione del Piano. Il Piano, tuttavia, non è stato ancora approvato, per cui la Procura ha chiesto la possibilità di utilizzare quei fondi per l’abbattimento di opere che saranno individuate a partire da un elenco che sarà stilato in base a dei criteri ben precisi.

Per il Procuratore Capo, Leonardo De Castris: «Il problema soprattutto del Gargano è un problema che denota la distrazione dei pubblici amministratori del passato, quelli che si sono succeduti tra gli anni 60 e 70 in poi, cioè da quando c’è stato un vero e proprio saccheggiamento del territorio con costruzione sulle spiagge, sulle falesie, sul demanio sui torrenti. L’episodio dell’alluvione ha un nesso tra l’abusivismo edilizio ed il mastodontico danno idrogeologico, proprio perché le zone adibite a far defluire i torrenti, le acque e le piogge, si sono trovate sistematicamente bloccate da costruzioni che hanno aggravato una situazione già di per sé pesantissima sotto l’aspetto eccezionale delle precipitazioni”.

6 commenti

  1. Pasquale Ottaviano

    Bisogna evitare di costruire dove non si dovrebbe. Si sono trasformati letti di torrenti in strade che alla prima occasione la natura ha ripreso. In nome del turismo non si può costruire ovunque (lottizzazione turistica in località Pantanello autorizzata anche dalla Regione Puglia, come mai questa zona ha tale nome?). Una soluzione! Recuperare il centro storico di Rodi, uno dei più belli del Gargano, riportando così la gente in paese, sull’esempio di quello che succede nel salento.

  2. Matteo Gravina

    Beh prima hanno fatto fare ,si so fottuti i soldi

  3. Matteo Gravina

    E mo ci sono i primi abbattimenti? Ma sparatevi che meglio..

  4. Antonio Riccardo Princigallo

    Speriamo demoliscano qualche bruttura anche a Rodi!

  5. Molto bene, ottimo lavoro della Procura della Repubblica di Foggia guidata dal dr De Castris e del Comando dei Carabinieri guidato dal col. Basilicata.
    Lo stato c’è e si pone dalla parte giusta, mentre gli enti locali sono troppo omertosi, silenziosi, omissivi e inattivi nella tutela e nella difesa del bellissimo territorio foggiano e della gente foggiana.

  6. che sia la volta buona speriamo ????

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