Aeroporto Gino Lisa, la Regione corre in difesa

jetL’aeroporto Gino Lisa «declassato» dal governo Monti non coglie di sorpresa la Regione. «Non cambia nulla per noi – dice l’assessore ai Trasporti, Guglielmo Minervini – il Gino Lisa continuerà a vivere ed a svilupparsi secondo i programmi già stabiliti e concordati con gli enti locali, a cominciare dall’ampliamento della pista a 2mila metri (1800 metri utilizzabili) per il quale aspettiamo solo i finanziamenti dei Fas per partire con i lavori». Di tutt’altro tenore invece i commenti dei rappresentanti del territorio, tutti improntati a un cupo ottimismo. Se il sindaco e il presidente della Provincia ora temono «serie ricadute» dall’abbandono dello Stato e in riferimento proprio ai finanziamenti per il prolungamento della pista, il presidente degli industriali Giuseppe Di Carlo definisce «non accettabile una scelta governativa chiaramente penalizzante per la nostra provincia» e parla già al passato: «E’ a tutti noto – sottolinea il rappresentante di Confindustria in Capitanata – come l’aeroscalo foggiano, se opportunamente adeguato, avrebbe potuto agevolmente conseguire i parametri necessari per essere considerato di interesse nazionale».

Tanto pessimismo però non sembra giustificato, se consideriamo che il piano di riordino del governo non fa altro che certificare una situazione ben nota e traccia una linea di demarcazione fra scali superiori a 1 milione di passeggeri (compresi gli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria che ne fanno di meno, ma lì è giustificata la “continuità territoriale”) e tutti gli altri. Sarebbe stata perciò un’iniezione di fiducia sentire dai rappresentanti istituzionali parole ben più incoraggianti sul futuro di un aeroporto che paradossalmente proprio ora sta per passare a nuova vita, con i lavori già autorizzati per l’allungamento della pista. E invece Comune e Provincia, evidentemente ormai piegati dalle avversità, non riescono più a leggere in controluce una notizia che sostanzialmente non dice nulla di più di quanto già non si sapeva.

La pensa diversamente invece l’associazione Mondo Gino Lisa, un costante e attento «pensatoio» sui problemi dell’aeroporto e sulle sue prospettive di crescita, che non a caso invita la «politica locale» a non darsi troppi «alibi». «Un coro retorico di dissenso – scrive l’associazione sul suo sito – si è alzato da parte dei poco attenti: voci che si basano su una lettura affrettata di ciò che in realtà prevede il piano aeroporti da essi stessi accusato. Il provvedimento non parla di chiusura degli aeroporti minori, tra cui il Gino Lisa, piuttosto rafforza il ruolo delle realtà locali, chiamate a sostenerli e a gestirli direttamente. Che cosa cambierà per il Gino Lisa? Proprio nulla. Il piano approvato non modificherà alcunché nella nostra regione. Fino ad oggi (e da diversi anni a questa parte) – ricorda Mondo Gino Lisa – la gestione dello scalo di Viale degli Aviatori è infatti già affidata ad una società per azioni locale, Aeroporti di Puglia, di proprietà principale della Regione ed in minoranza anche del Comune e della Camera di Commercio di Foggia. Stessa cosa vale per le medesime infrastrutture di Bari, Brindisi e Taranto. Gli aeroporti pugliesi sono amministrati e vivono per volere degli enti locali, a cui il piano Passera fa riferimento». Insomma nulla di nuovo sotto il sole, ma una sostanziale e più definita autonomia di gestione degli enti locali (Regione compresa). E’ forse questo che spaventa?

Massimo Levantaci

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Se ti interessa un contenuto contattaci su blog@rodigarganico.info!
Condividi il post con i tuoi amici