Vallese: «Rimango al mio posto a combattere»

carlo-valleseUn paese sotto choc dopo l’ultimo grave episodio il cui obiettivo, ancora una volta, è stato un amministratore comunale. Il vice sindaco, Carlo Vallese, al quale è stato oltraggiata la cappella dove riposano i suoi familiari, anche un fratellino di appena otto anni. Dolore s’aggiunge a dolore, preoccupazione a preoccupazione, sentimenti che potrebbero convincere l’amministratore a gettare la spugna; ci avrà pensato, a caldo; a mente fredda, comunque, Carlo Vallese ha assicurato che onorerà il mandato amministrativo affidatogli dall’elettorato.

Il vice sindaco continua a chiedersi il perchè di tanto accanimento nei suoi confronti e di altri amministratori; clima di paura che è come una cappa di “sospetti” fatta calare su una cittadina che conta meno di tremila anime, e dove lo scambio del saluto è patrimonio generazionale. Carlo Vallese assicura di non aver mai ricevuto minacce di nessun genere, come pure si dice certo che nessun atto amministrativo è stato compiuto “contro qualcuno”.

Il sindaco, Nicola Pinto, insieme a tutti gli altri componenti la maggioranza che da un anno siede a Palazzo di città sono concordi nel dire che “La misura è colma; che il disegno criminoso è chiaro, e che è giunto il momento di dire basta ad una escalation barbarica che ha investito la nostra città. Se già quanto precedentemente è successo è insopportabile, la profanazione di una tomba di famiglia è di una gravità unica ed inaudita. Chi auspica, poi, le dimissioni di questa Amministrazione, per chissà quali oscuri obiettivi, sta sbagliando strada. Non saranno due bossoli di pistola a convincerci. Non ci dimetteremo, non ci dimetterete. Il voto del popolo sovrano conta molto di più di qualsiasi atto intimidatorio, anche a difesa della democrazia e delle Istituzioni”.

Le indagini, al momento, non hanno portato risultati utili; indiscutibilmente la complessità della vicenda richiede riscontri ai tanti interrogativi che gli inquirenti si stanno ponendo ma che, ad oggi, non avrebbero, purtroppo, indicato tracce significative. I carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano e i colleghi di Rodi Garganico è chiaro che non si soffermano su quello che potrebbe essere il “Filo d’Arianna” da seguire per trovare il bandolo della matassa investigativa. Ipotesi di “lavoro” che porterebbe ad ipotizzare che tutto sia il “conto” che verrebbe presentato a tutti gli amministratori che oggi siedono in Consiglio comunale, ricordando le “promesse elettorali” che, evidentemente, non sarebbero state ancora “onorate”. Soltanto uno dei tanti interrogativi che si pongono carabinieri e magistrati inquirenti della Procura di Lucera. Il ventaglio è ben più ampio, e non può essere diversamente in considerazione dei dati che dicono che il campo delle ipotesi che va sondato potrebbe avere ben altra “lettura” dei drammatici e preoccupanti fatti che da mesi stanno gettando nella paura, se non proprio nel terrore, una comunità intera.

4 commenti

  1. Lucio Spalatino

    ma che sta succedendo a rodi!!!!!!!

  2. Amici Don Antonio Spalatro

    Coraggio Carlo,siamo con te con la preghiera.

  3. Rocco Delle Fave

    tieni duro carlo siamo tutti con te

  4. Giuseppe Romagnuolo

    piena solidarieta’ a carlo,lo conosco da bambino e so che non merita questo oltraggio forza carlo.

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