Tribunale di Lucera: il comune lucerino si appella al Trattato di Lisbona

tribunale-luceraNella deliberazione consiliare, letta di fronte al pubblico presente dal Primo Cittadino Pasquale Dotoli, la massima assemblea locale ha stabilito di: “dar mandato al Sindaco nel richiedere espressamente ai Parlamentari del territorio circondariale di:

– rappresentare al Ministro della Giustizia di emettere immediatamente un decreto correttivo, come previsto dalla vigenti disposizioni, che elimini il Tribunale e la Procura della Repubblica di Lucera dall’elenco di quelli soppressi dal decreto legislativo 155/2012 e tanto in ottemperanza a quanto disposto dai due ordini del giorno del Senato e della Camera dei Deputati emessi il 7 e 8 agosto 2013; ovvero ad emettere un decreto legge che sospenda, sia pur per breve tempo, l’efficacia esecutiva del decreto legislativo 155/2012 e comunque per il tempo necessario all’emissione del decreto correttivo definitivo innanzi richiamato;

– presentare immediatamente, nel caso in cui il Ministro non volesse ancora aderire ai predetti atti di indirizzo parlamentare, una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro Cancellieri nei due rami del Parlamento e sostenerla nei loro gruppi politici di appartenenza;

– inoltrare immediatamente e nello stesso tempo una richiesta di audizione da parte del Presidente della Repubblica per richiedergli, nella sua qualità di Garante della Costituzione, il rispetto delle Istituzioni e quindi di voler Egli stesso invitare il Governo ad emettere i decreti correttivi così come espressamente indicati negli atti di indirizzo parlamentare;

– richiedere al Presidente del Senato ed a quello della Camera di voler immediatamente calendarizzare il disegno di legge già approvato dalla Commissione Giustizia del Senato sulla proroga della riforma per la geografia giudiziaria sino al 31 dicembre 2014, onde provvedere ad ottenere dal Governo, poi e nelle more, una revisione delle norme che prevedono la soppressione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Lucera;

– di mandare altresì ad un pool di avvocati, che si dichiarino disponibili e competenti, di presentare in ogni caso un ricorso alla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), a quella Internazionale di Giustizia ed al Parlamento Europeo tutti gli atti possibili per denunciare la palese violazione, da parte del Governo italiano, delTrattato di Lisbona nella parte in cui ha violato il principio ivi sancito del Giudice di prossimità e fatto proprio dalla Repubblica italiana, oltre che di ogni altra disposizione europea;

– di sostenere ancora oltre le iniziative di protesta poste in essere dal Comitato per la Difesa della Legalità in Capitanata, di cui il Comune è socio costituente, dall’Ordine degli Avvocati, dagli altri Ordini professionali e dalle organizzazioni cittadine a difesa dell’importante istituzione giudiziaria”.

Questo è il corpo principale del provvedimento a cui si accompagnano le dichiarazioni del Sindaco Dotoli.”Siamo, lo abbiamo denunciato più volte, di fronte ad una riforma irricevibile” ha dichiarato il Capo dell’Amministrazione Civica. “Si pensi che il vicino Molise con una popolazione del 50% inferiore alla nostra, ma potendo contare su due province, dispone di altrettanti Tribunali. La domanda di giustizia dovrebbe, invece, essere parametrata sul territorio e sulla sua popolazione, pertanto, la nostra campagna di lotta deve proseguire e proseguirà. Anche oggi, a Roma, incontreremo Deputati e Senatori, non solo quelli pugliesi ma anche lombardi, veneti e di altre regioni. Molti di loro sostengono la nostra causa perché la reputano giusta e per nulla campanilistica. Tutti i miei concittadini devono riflettere sul fatto che se la sede giudiziaria dovesse venir meno a mancare, con essa, verrebbero a mancare Istituzioni ed Uffici di vitale importanza per l’economia e la qualità della vita di noi tutti. Il riferimento va alla Conservatoria dei registri immobiliari, all’Agenzia delle Entrate, alla Tenenza della Guardia di Finanza, al Comando dei Carabinieri che rischierebbe di ridursi a semplice presidio di pubblica sicurezza. Sì, questa ‘battaglia’ viene combattuta oggi, ma non dimentichiamo che ne va del futuro delle prossime generazioni”. Lo ha sottolineato Pasquale Dotoli, prima di partire questa mattina alla volta della Capitale insieme ad altri amministratori tra i quali il Presidente del Consiglio Giuseppe Pica, oltre ad una rappresentanza dell’Ordine forense, della Camera Penale e del Comitato per la legalità.

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