Regione Puglia, superati i target per spesa Fesr e Fse. Vendola «Basta freno a mano»

vendola“La Puglia, come tutte le regioni d’italia, aveva un target di spesa, un obiettivo di spesa al 31 ottobre del 2013, che supera, percentualmente e dal punto di vista delle risorse economiche, in maniera sorprendente. Per quanto riguarda il Programma Operativo Fesr Puglia 2007/2014, il target di spesa da raggiungere ad ottobre, pari ad € 1.920.217.523, è stato raggiunto e superato di oltre 359 milioni di euro, ossia del 19%. Per quanto riguarda invece il Fondo sociale europeo, il target di spesa da raggiungere, sempre al 31 ottobre, pari ad € 337.824.268,24, è stato raggiunto e superato di oltre 1 milione di euro, ossia del quasi 3%”.

Ad annunciarlo il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola nel corso di una conferenza stampa svoltasi in Presidenza, insieme con il capo di Gabinetto Davide Pellegrino e il Direttore dello Sviluppo economico Antonella Bisceglia.

“Questa conferenza stampa – ha aggiunto Vendola – è molto importante perchè oggi è la data indicata per il penultimo target di spesa che ci è stato indicato dal governo. Entro oggi ci saranno i rendiconti di quanto hanno speso tutte le regioni d’Italia. Per me è una piccola soddisfazione poterli presentare subito. Io penso infatti che ci siano molte cose che non vanno nel Sud e in tutta Italia dal punto di vista della capacità di spendere e di come si spende, per i risultati che ci sono, concreti, sul territorio. Ecco perché la nostra richiesta al Governo è che ogni regione debba essere valutata singolarmente, per quello che fa e per quello che non fa. Ognuno vorrà essere guardato e giudicato in prima persona e non all’interno di un generico calderone”.

Per Vendola “il risultato raggiunto è di tutto rispetto e proprio in virtù di questo risultato, chiediamo al Governo e al ministro Trigilia di essere aiutati a non avere più il freno a mano perché in questi ultimi due mesi la Regione Puglia sarebbe in grado di spendere tanto se solo non ci fossero i vincoli del patto di stabilità”.

“Chiediamo al Governo di essere destinatari di quelle quote del patto di stabilità che oggi appartengono alle regioni che non stanno spendendo – ha specificato il Presidente – e se non spendono le altre regioni, consentite a noi di spendere. Ogni euro liberato significa un seme per fare cantiere. Fesr e Fse sono acronimi che per noi significano cantieri, significano lavoro, significano opere che migliorano la qualità della vita. Questa è la richiesta accorata, non polemica ma con il cuore, che faccio al Governo: consentiteci di raggiungere i nostri traguardi”.

Sulla futura programmazione dei fondi comunitari 2014/2020, Vendola ha detto che “è una partita molto delicata”.

Vendola ha annunciato che “è in corso un negoziato col ministro Trigilia sulle scelte della futura programmazione comunitaria e noi siamo a quel tavolo con l’obiettivo di non perdere neanche un euro rispetto alla vecchia programmazione 2007/2014. Un rischio che si corre perché ci saranno meno risorse ma più inquilini”.

Infine il Presidente ha voluto fare un ringraziamento non solo alle strutture, all’autorità di gestione e alle tante squadre di lavoro impegnate nella spesa e nella rendicontazione della Regione Puglia, ma anche e soprattutto ai giovani precari che lavorano nell’Amministrazione regionale.

“E’ un ringraziamento particolare che contiene un elemento di polemica e di dolore – ha detto Vendola – ed è il ringraziamento nei confronti di tutti i giovani precari che lavorano per la spesa e per la rendicontazione e che si aspettavano dal decreto sulla Pubblica Amministrazione del governo in carica, uno spiraglio per poter intravedere una prospettiva di stabilizzazione”.

Per Vendola “le passioni di questi ragazzi sono una delle chiavi fondamentali per capire il successo della nostra operazione. Io non so come si può immaginare di far correre la macchina pubblica senza la benzina e la benzina è proprio la competenza e la passione dei giovani. La benzina – ha concluso Vendola – è l’ingresso nella pubblica amministrazione di quelle generazioni che hanno più dimestichezza con cose fondamentali come la rete informatica, come le lingue e come il diritto comunitario. Senza di loro così maltrattati dallo Stato, noi non potremmo raggiungere i risultati che raggiungiamo”.

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