La Regione Puglia batte cassa, politici in fila per milioni di euro

consiglio-regione-puglia-salaMeno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte. Diceva bene, Otto von Bismarck? Eppure, c’è chi la notte comincia a contar pecorelle a suon di milioni per scontare vitalizi andati in fumo a causa della legge regionale n.34/2012. A lanciare la notizia della famigerata legge “risparmio”, fu il governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola con uno status su facebook.

“Oggi la Regione Puglia ha abolito i vitalizi, l’assegno di fine mandato e il rimborso benzina, ha tagliato le indennità e ridotto del 50% le risorse ai gruppi consiliari- si apprestava a scrivere – Inoltre abbiamo predisposto sanzioni a carico dei Consiglieri regionali che non parteciperanno ai lavori dell’aula. Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 1° gennaio 2013, con un risparmio di 5 milioni di euro all’anno. Questo sarà il mio impegno anche nel prossimo governo di centrosinistra. Lasceremo a casa gli slogan roboanti per fare quello che in passato non si è avuto il coraggio di fare”.

Coraggio da vendere gli stessi che, a proposito di risparmio si sono presentati chiedendo tutto quello che avevano maturato sino al 31 Dicembre. Vi chiederete, il risparmio c’è stato? Solo gli slogan roboanti, perché consiglieri e parlamentari a casa, hanno portato ben 23 assegni di fine mandato del valore di 5,6 milioni di euro

Record della storia dei vitalizi per la Regione Puglia, all’ex consigliere foggiano Lucio Tarquinio.Da determinazione dirigenziale n.44 – con data 28.02.2013 – del Consiglio regionale della Puglia, servizio amministrazione e contabilità, Ufficio Bilancio, Finanze e provveditorato, fino al 3l dicembre 2012, lo stesso ha maturato il diritto di ottenere la liquidazione definitiva dell’indennità lorda di fine mandato pari ad € 587.811,04. Il tutto ricordando, come indicato nella stessa determina dirigenziale, che con L.R.34/l2 erano state introdotte nuove norme, tra le quali quella prevista all’art.2 che aveva abolito, a decorrere dal l’ gennaio 2013, l’istituto del vitalizio, per i consiglieri regionali.

Non male, l’ex consigliere regionale di Sel, Arcangelo Sannicandro che, rinunciando al vitalizio regionale, ha chiesto la restituzione dei contributi versati nei 12 anni di mandato che sommati all’assegno di fine mandato raggiunge i 354mila euro. Buona uscita anche per l’ex assessore regionale Dario Stefano, che ha preso 198.818 euro. Le chiacchiere stanno a zero e saliamo a 458mila euro con l’ex capogruppo Pdl, Rocco Palese. Giochi di prestigio per Gerardo De Gennaro, Arnaldo Sala e Patrizio Mazza. Grazie alla concessione della L.34 hanno versato di tasca propria 66.560 euro, per poter completare la legislatura, maturando così il vitalizio minimo da 4.322 euro lordi mensili. Prima di effettuare il versamento dei contributi volontari, però, i tre consiglieri si erano fatti liquidare dalla Regione i 69.154 euro di assegno di fine mandato.

Miriam Maggi

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Se ti interessa un contenuto contattaci su blog@rodigarganico.info!
Condividi il post con i tuoi amici