Basta con la politica, il vicesindaco Veneziani getta la spugna

Pino VenezianiÈ proprio la pista politica, quella che stanno seguendo gli inquirenti, per risalire agli autori dell’incendio doloso dell’auto del giovane consigliere comunale e vicesindaco, due cariche da cui si è dimesso. Veneziani conferma il suo abbandono per «un clima politico troppo pesante che si vive a Rodi e che non consente con serenità di impegnarsi per l’amministrazione della città senza compromettere la propria vita privata e, come nel mio caso, quella professionale».

Dopo l’ennesimo atto intimidatorio, cioè l’incendio della sua auto ieri notte, il trentaquattrenne Pino Veneziani ha rassegnato questa mattina le dimissioni da vicesindaco e da consigliere comunale di Rodi Garganico. Il giovane esponente politico del PD, considerato da tutti una persona perbene, un bravo ragazzo, sembra avesse già subito danni al suo locale e, poi, forti minacce verbali da parte di alcuni avversari politici. All’attività politica sarebbe riconducibile, secondo gli inquirenti, anche l’incendio dell’Opel Corsa del giovane amministratore comunale, che, a tal punto, ha definitivamente preso le distanze dal governo cittadino e dalla politica per evitare di compromettere anche la sua affermata attività imprenditoriale turistica (con la famiglia, infatti, è proprietario di uno stabilimento balneare e di un noto ristorante locale).

«Sono dimissioni irrevocabili. Ho ritenuto che in prospettiva futura non ci fosse un orizzonte tranquillo. E’ una situazione non più sopportabile. Sono un imprenditore e mi hanno preso di mira. Non posso e non voglio mettere a rischio l’incolumità mia e dei miei cari nonché le attività imprenditoriali di famiglia. Il sindaco ha cercato di dissuadermi da tale estrema scelta, ma non c’è la serenità per andare avanti. Ringrazio il Pd e ‘Capitanata Democratica’ (Rino Pezzano e Iaia Calvio su tutti) per la vicinanza e la solidarietà che mi hanno sempre dimostrato in questo lungo e difficile periodo. Hanno agito da vigliacchi e questo mi ha spinto a prendere questa decisione sofferta. A Rodi il clima generale è pesantissimo, accentuato dalla recessione economica. C’è troppo male nell’anima della gente, con il mio mandato istituzionale volevo cambiare questa situazione commutandolo in positività e serenità. Non ci sono riuscito», ha dichiarato tra l’altro il giovane amministratore.

5 commenti

  1. Rocco Delle Fave

    pino cosi fai il loro gioco se molli adesso vuol dire che hanno vinto loro noi stiamo con te

  2. Giuseppe Romagnuolo

    quello che sta succedendo a rodi e’ a dir poco sconcertante,vivo a milano da 40 anni e seguo l’andamento del mio paese da sempre e non ricordo siano successe cose del genere.ai miei tempi anni 60-70 la politica a rodi era fatta di promesse di posti di lavoro(spazzino,ecc.)io stesso da adolescente andavo a ritirare buoni da 5kg di pasta nella sede di un partito(DC).ma non si arrivava mai a minacce fisiche come adesso questo vuol dire che qualcuno non vuole rimodernizzare la cultura politica ma vuol mantenere il vecchio clientelismo.(VERGOGNA) il sig.veneziani ha tutta la mia e della mia famiglia solidarieta’.

  3. Sandro Stallone

    ciao pino, quello che è successo è la dimostrazione che stai lavorando bene e per il bene del paese. Sono sinceramente molto preoccupato di quello che sta succedendo a Rodi. un abbraccio, sandro

  4. Annunziata Colafrancesco

    Proprio l’altro giorno ho espresso un pensiero su Rodi. Rodi Amministrata con decenza sarebbe potuta diventare come Capri…Ma è stata lasciata nelle mani di incompetenti e inadatti a funzioni idonee a valorizzare le risorse naturali che la zona ci offre gratuitamente, mare, oliveti e agrumeti.
    Io non dico Ricchi e Benestanti, turismo dell’Elite, ma avremmo attirato villeggianti di ogni ceto, con la dignità e la magnificenza degna dell’isola di Capri… Invece li abbiamo fatti scappare…Anche i poveri abbiamo fatto scappare.
    Io tralasciando il presente recrimino gli anni in cui bisognava dare un’impronta indelebile al paese valorizzando il centro storico, trasferendo là il cuore pulsante del turismo …e mi riferisco agli anni andati dell’Amministrazione Moretti…sicuramente un uomo buono e degno di stima, ma ALTAMENTE OBSOLETO per rendere prezioso un paese che si è fatto fare le scarpe da Peschici e Vieste, entrambi inferiori a Rodi per risorse.
    Ora credo che ci voglia solo un MIRACOLO, elogiamo in prosa e in musica Rodi, con immagini e video, ma Rodi è un paese MORTO… e io lo sento perchè vivo lontano , e quando torno trovo sempre più un cadavere imbalsamato…
    Un paese è valorizzato per il sangue che circola nelle menti ferventi…e Rodì è conteso da troppe menti che mirano esclusivamente ad alimentare la propria tasca privata, a discapito della comunità.
    Rodi è ghettizzato e il ghetto non è fonte di prosperita e crescita.
    Io sono schietta, e nella mia veracità sembro acida, ma sono una persona che ama dire le cose per quelle che sono. Non siamo stati in grado di far fruttare il turismo a dovere ( basta fare i termini di paragone con Peschici e Vieste); Non abbiamo saputo far crescere la Cultura, basta vedere come trattiamo Sangillo e Azzellini, nochè altri artisti locali; Non abbiamo saputo lanciare l’economia agricola, visto che gli agrumi e uliveti rimangono un oasi che solo pochi contemplano e percepiscono Finanziamenti senza creare progresso Innovativo; Forse sono una persona che osserva troppo e che è meglio che sia andata via da Rodi.

  5. Annunziata Colafrancesco

    Forse alla luce dei fatti odierni non avevo proprio torto.

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