Anche i sindaci pugliesi alla manifestazione per lo sblocco dei pagamenti della PA

soldiL’Anci Puglia, in una nota del presidente Luigi Perrone, ha chiesto a sindaci e amministratori comunali pugliesi di partecipare alla manifestazione del prossimo 21 marzo a Roma, per riportare l’attenzione sullo sblocco dei pagamenti da parte dei comuni e per lo sviluppo del paese. L’iniziativa pubblica, indetta da ANCI Nazionale, è aperta alle parti sociali, ai soggetti istituzionali ed alle associazioni. L’emergenza sociale va aggravandosi e i Comuni ne sono diretti testimoni; i Comuni virtuosi devono poter sbloccare i crediti delle imprese per le opere già appaltate. Anche il Capo dello Stato ha condiviso l’urgenza di tale esigenza. Bisogna evitare il dissesto economico e alleviare il disagio sociale ed occupazionale che viviamo nei nostri territori.

E’ indispensabile modificare le regole del Patto di Stabilità interno. Ammontano a circa 9 miliardi i debiti delle amministrazioni pubbliche italiane verso le imprese a causa dei vincoli imposti dal Patto, nonostante direttiva UE (7/2011 recepita da Dlgs 192/2012) impone di pagare entro 30 ed eccezionalmente 60 giorni.

In linea con l’Associazione nazionale, Anci Puglia chiede al Governo Monti un decreto urgente per sbloccare questo importo, il provvedimento troverebbe piena condivisione anche in Parlamento. Il contributo del sistema dei Comuni al risanamento finanziario e della spesa pubblica continua ad essere consistente, nel 2013 le amministrazioni comunali migliorano i conti con un avanzo di comparto di ben 4 miliardi e mezzo.< La spesa corrente del sistema dei Comuni è sotto controllo in termini reali e sul versante delle entrate, i Comuni hanno subito in soli 3 anni tagli di risorse pari a 6 miliardi e 450 milioni, mentre la spesa in conto capitale ha subito una contrazione nel periodo 2007-2011 pari al 22,9%. Il Governo, anche in questa fase transitoria, può dare una svolta, sbloccando i pagamenti della PA, ma soprattutto rinegoziando con UE un allentamento dei vincoli del Patto di stabilità sulla base di rapporto deficit/PIL sotto il 3% e di una ritrovata credibilità. Non si può continuare a deprimere la spesa produttiva e gli investimenti, i Comuni rappresentano la spinta per uscire dalla crisi e non vogliono responsabilità sul suo inasprirsi.

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