Tribunali Capitanata esclusi dai decreti correttivi

Foto di Serena Checchia

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“Siamo e rimarremo rispettosi delle leggi e delle disposizioni normative, anche le più inique – come in questo caso -, ma i nostri cervelli, non solo i nostri cuori, non riescono a capacitarsi dello scempio che è stato compiuto, a danno del servizio Giustizia di un’intera provincia. Le soluzioni adottate in molte altre parti d’Italia, che hanno permesso di lenire le conseguenze derivanti dalle riduzioni dei presidi giudiziari, sono state invece rifiutate, riguardo alla Capitanata e al nostro Circondario di Lucera, da coloro che possono disporre di poteri decisionali, senza tenere nel giusto conto l’enorme disagio che, più che in ogni altra zona del nostro Paese, è stato imposto alla collettività della nostra Capitanata, rendendo impossibile il corretto ricorso agli strumenti della giurisdizione da parte di intere Comunità, tra cui quelle (si pensi al Gargano) aventi la ‘colpa’ di trovarsi ad enormi distanze dall’unica sede (il Tribunale di Foggia) rimasta faticosamente operativa a seguito della desertificazione da presidii giudiziari di un’area estesa la bellezza di settemila chilometri quadrati: un caso unico in Italia”.

Lo ha detto il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lucera, Pippo Agnusdei, oggi a Roma per verificare la possibilità di far firmare al Ministero di Grazia e Giustizia un decreto correttivo in favore del tribunale di Lucera e delle sue sedi distaccate. “Abbiamo sempre sostenuto – ha aggiunto Agnusdei – consapevoli delle esigenze connesse alla necessità di razionalizzare settori fondamentali dello Stato, che andasse effettuata la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, ma – al di la’ delle convinzioni degli sciocchi, sempre purtroppo numerosamente presenti in ognuno dei giorni che hanno occupato, da due anni a questa parte, l’iter della riforma della geografia giudiziaria -, fa gridare vendetta la follia che vede la sola provincia di Foggia maltrattata immensamente dall’attuazione di tale riforma, mentre identico trattamento non si rileva in nessuna (va ripetuto: nessuna) altra provincia italiana: oggi, nell’ennesima trasferta romana, ne ho avuto un’ulteriore prova, se ve ne fosse stato bisogno, avendo appreso (e non Vi dico la rabbia) di una serie di correzioni territoriali che hanno riguardato molti dei circondari conservati in vita, correzioni direi anche irreprensibili, e chiaramente votate all’efficienza del servizio, attraverso la ridistribuzione meditata di territori e risorse tra circoscrizioni limitrofe. Naturalmente non demordiamo, affinché coloro che hanno molto saldamente nelle proprie mani poteri decisionali amplissimi in materia, possano consentire che una tanto consistente parte di territorio nazionale non venga tenuta ai margini della giurisdizione e, soprattutto, della Giustizia”.

Saverio Serlenga

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