San Pio, ora è «scontro» sul cuore a Pietrelcina

San Pio: le immagini dell'ostensione canonicaI festeggiamenti del 126º anniversario della nascita di san Pio che si sono tenuti sabato 25 maggio a Pietrelcina – dove padre Pio nacque nel 1887 – (presente anche una delegazione del Comune garganico, sindaco Luigi Pompilio in testa), hanno “regalato” l’ennesima sorpresa. Ovvero il clamoroso annuncio di frate Francesco Colacelli, il ministro provinciale dei frati minori cappuccini del convento di San Giovanni Rotondo: «E’ intenzione di noi frati cappuccini della Provincia di Sant’Angelo e Padre Pio di portare e lasciare in perpetuo, proprio qui, nel luogo natio, l’insigne reliquia del cuore di san Pio, ora custodito a San Giovanni Rotondo in un prezioso reliquiario». Lo ha detto dinanzi al cardinale Angelo Bagnasco che ha presieduto la celebrazione eucaristica. Quindi cuore a Pietrelcina e corpo, in ostensione perenne dal prossimo 1 giugno, nella chiesa nuova sul Gargano.

Una notizia che ha colto tutti di sorpresa, fedeli, pellegrini e devoti del santo stimmatizzato sparsi nel mondo e a San Giovanni Rotondo. Ma non quelli di Pietrelcina e del Sannio alla luce delle parole di fra’ Marciano Guarino, superiore del convento: «Non poteva essere altrimenti, il nostro confratello ha amato troppo la sua Pietrelcina, che merita la parte più importante del suo corpo terreno: il cuore». Sempre secondo frate Marciano, i vertici provinciali dei Cappuccini avrebbero preso «una saggia decisione riconsegnando questa unica e irripetibile reliquia. I miei confratelli hanno esaudito anche un volere implicito di Padre Pio, il quale parlando e scrivendo di Pietrelcina diceva spesso “la tengo tutta stretta nel mio cuore”, “ricordo pietra su pietra”, “salutatemi la morgia”.

Chi invece non l’ha presa bene la faccenda, è stato il sindaco di San Giovanni Rotondo, Luigi Pompilio. Presente alla manifestazione a Pietrelcina perché regolarmente invitato, ha ascoltato in diretta il clamoroso annuncio. Rientrato a San Giovanni Rotondo ieri ha convocato una riunione di maggioranza a Palazzo di Città e si è subito confrontato con mons. Michele Castoro. Nel frattempo dal convento è partito un comunicato di precisazione, al fine, hanno spiegato di evitare fraintendimenti o errate interpretazioni: Colacelli non ha comunicato nessuna decisione già presa bensì una “intenzione” che ovviamente deve essere sottoposta all’attenzione di tutte le autorità competenti e che, pertanto, potrebbe divenire esecutiva o potrebbe non essere messa in pratica. Per il momento, non se ne fa nulla».

Francesco Trotta

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