Piano delle coste, salta intesa tra i comuni di Peschici e Rodi

peschiciIl Comune di Peschici “fa da solo” per quanto riguarda il pia­no coste, visto che l’accordo consortile con protocollo d’intesa previsto dalla delibera di giunta comunale del 29 feb­braio 2012 con il Comune di Rodi Garganico non ha avuto seguito. E non ha avuto seguito anche per la mancata liquidazione della quota di competenza del Comune rodiano. E così a Peschici hanno pensato bene, per non incorrere nelle ire della regione Puglia, in considerazione dei tempi ristretti, di farselo da soli il piano delle coste.

E’ di pochi giorni fa la decisione della giunta peschiciana di affidare all’esterno l’incarico della redazione del relativo piano comunale delle coste. La scelta dell’affidamento della redazione del progetto è caduta su una società di Monopoli in provincia di Bari, la quale aveva già presentato nell’ottobre scor­so una proposta di progetto in merito (costo del compenso professionale per la redazione è sui diciottomila euro, oltre l’Iva, fondi comunali). Il tutto sulla scorta della premessa, ha sottolineato la giunta peschiciana, che nel II Settore non è possibile individuare figure professionali idonee alla tipologia di incarico da affidare, anche per la difficoltà di rispettare i tempi della programmazione dei lavori.

Come si ricorderà nel 2009 la Regione Puglia ha adottato il relativo Piano regionale del­le Coste, ritenuto un importante stru­mento di pianificazione dell’area co­stiera. Lo strumento è finalizzato a do­tare l’Ente Regione di un mezzo che detti le regole generali per migliorare la qualità dei servizi, disciplinare al meglio gli interventi sulla costa, con­-sentire un maggiore e migliore eser­cizio dei diritti di godimento dei beni demaniali con salvaguardia; tutela e uso eco-sostenibile dell’ambiente. Suc­cessivamente ai Comuni è toccato l’obbligo di dotarsi di Piani comunali della Costa (PCC). I quali, nel rispetto delle regole di carattere generale contenute nel Piano regionale, mediante studi ri­cognitivi, di approfondimento e specialistici, prevedano la zonizzazione delle aree per la libera fruizione e quel­le da dare in concessione per stabi­limenti balneari.

Francesco Trotta

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