Isole Tremiti: raccolta fondi per l’Abbazia

danni-abbazia-tremitiQualche giorno fa un fulmine ha colpito la storica abbazia di Santa Maria a Mare dell’isolotto di San Nicola causando numerosi danni all’edificio. Per questo, “nei prossimi giorni sarà attivata una raccolta fondi per manifestare concretamente l’affetto di ognuno di noi per la propria terra e Tremiti è la nostra terra”. Parola di Stefano Pecorella, Presidente del Parco Nazionale del Gargano, che “con profondo rammarico” apprende “la notizia del crollo di una parte della facciata del Santuario di Santa Maria sull’isola di San Nicola, nell’arcipelago delle Tremiti”.

Nel corso del nubifragio, dunque, una violenta scarica elettrica ha divelto il crocifisso anteriore della chiesa e danneggiato l’intera facciata. A terra sono caduti diversi calcinacci e alcune pietre sono state ritrovate anche a molta distanza dal sagrato. Ad avere la peggio è stato il rosone della croce che è andato distrutto e alcuni pezzi sono stati recuperati quasi a venti metri dalla collinetta dove si trova la chiesa, si tratta del punto più alto dell’arcipelago. “La chiesa di Santa Maria a Mare, così come viene comunemente chiamata – aggiunge Pecorella – è uno dei gioielli più preziosi del patrimonio artistico del Parco Nazionale del Gargano, e merita tutta l’attenzione di esperti del mondo culturale e religioso e della società civile ed imprenditoriale. Al tempo stesso, ha un enorme valore affettivo per la comunità tremitese che sente quel santuario come il luogo più intimo e sacro della propria storia e propria identità”.

Le origini della chiesa, secondo la leggenda, risalgono al terzo secolo d.c ad opera di un gesuita che elesse l’isola di San Nicola come luogo di romitaggio durante i primi secoli del Cristianesimo. Successivamente il santuario è stato luogo di preghiera e accoglienza, tra gli altri, di monaci benedettini e cistercensi che si occuparono dell’ampliamento del complesso monastico, mentre la facciata rinascimentale, danneggiata dal fulmine che ha colpito la scorsa notte l’isola, era stata ricostruita dai monaci Lateranensi nel 1473. Al suo interno vengono conservati pregevoli opere d’arte, come i mosaici pavimentali del XI secolo e un monumentale crocifisso ligneo del XIII secolo.

Di conseguenza, “anche in questa occasione”, il parco Nazionale del Gargano “non vuole far mancare il proprio sostegno alle Tremiti e si dichiara disponibile a fare quanto necessario per partecipare alla ricostruzione della parte danneggiata della facciata, attivando tutti gli organi di competenza per non permettere che l’ennesimo monumento venga abbandonato per incuria o lungaggini burocratiche, e contribuendo, anche economicamente, al recupero di questo meraviglioso angolo di storia, bene artistico di elevato valore non solo per Tremiti e per il Parco ma anche per l’Italia intera. Nei prossimi giorni – conclude Pecorella – sarà attivata una raccolta fondi per manifestare concretamente l’affetto di ognuno di noi per la propria terra e Tremiti è la nostra terra”.

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