Isole Tremiti: «O si aliena o è dissesto»

Isole-TremitiIl Comune delle Isole Tremiti si appresta a vendere i propri beni demaniali per far fronte ai debiti che minacciano di provocare il dissesto finanziario. La decisione maturata in tutta fretta e portata in consiglio comunale venerdì 22 scorso, che l’ha approvata, in conseguenza della deliberazione della Sezione regionale di controllo per la Puglia adottata nel gennaio scorso e protocollata al Comune tremitese il 9 marzo scorso, che ha accertato, a seguito del controllo sul rendiconto dell’esercizio 2010 del Comune delle Isole Tremiti, “l’esistenza di squilibri economico finanziari in grado di provocare il dissesto finanziario a causa di una consistente massa debitoria alla quale l’Ente non riesce a far fronte neppure con il pieno ricorso all’anticipazione di tesoreria e del superamento di quattro parametri di deficitarietà strutturale”.

La Sezione regionale di controllo specifica in sei punti le violazioni delle varie normative commesse dall’esecutivo amministrativo tremitese, per riparare alle quali ha chiesto l’adozione di un piano di rientro della debitoria accertata, entro 60 giorni dalla comunicazione della deliberazione, avvertendo che “in caso di inadempimento o di incongruenza del piano, saranno trasmessi gli atti al Prefetto con la specifica prescrizione che il piano predisposto dal Comune dovrà anche prevedere il completo e duraturo rientro dell’anticipazione di tesoreria”.

Drastico e perentorio l’intervento della Sezione di controllo di fronte al quale il Consiglio comunale dell’arcipelago diomedeo immediatamente convocato dal presidente Mario Cafiero, non ha potuto che prendere atto delle disposizioni emanate, e correre ai ripari per cercare di evitare il peggio, vale a dire una sonora bancarotta. Nella stessa seduta l’assemblea ha preso atto della comunicazione del ragioniere comunale dei debiti fuori bilancio consistenti in una citazione del Tribunale civile di Foggia, sezione di staccata di Manfredonia, da parte della Telecom per 60.284,06 euro relativa alla fornitura di servizi telefonici, internet e traffico dati; e un decreto ingiuntivo della società “Ico.Illit” per 93.500.00 euro dei quali liquidati 44.440,47 euro in tre rate. L’assemblea con separato atto si è impegnata a riconoscere il debito fuori bilancio.

Ma a quanto pare non è solo questo lo scoglio da superare. Ad ogni buon conto il Consiglio comunale ha proceduto all’approvazione del “Regolamento per l’alienazione di beni immobili (fabbricati) di proprietà comunale, l’alienazione di beni immobili (suoli/terreni) di proprietà comunale e gestione e valorizzazione dei terreni di proprietà comunale”. La premessa per aprire il mercato dei fabbricati, terreni e suoli vari di quel fin qui ritenuto un paradiso naturalistico intoccabile?

Michele Apollonio

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