Il vescovo Castoro: «Sul Gargano le radici della fede»

monsignor-michele-castoroDel Gargano del turismo si sa tutto o quasi. Con il ritorno della stagione estiva le varie agenzie deputate a propagandare e organizzare le attività turistiche nei vari ambiti della Montagna del sole, si sono date da fare per attrarre turisti e villeggianti che in effetti si muovono da ogni parte del mondo per godere del fascino e delle bellezze naturali che il Promontorio insinuato nell’Adriatico offre a piene mani. Ma c’è anche un’altro Gargano non meno invitante e coinvolgente e che per certi aspetti ha fatto da apripista del primo, che si impone all’attenzione del mondo.

E’ quel Gargano della Montagna sacra che prima ancora dei turisti moderni, ha fatto da richiamo irresistibile di colonne di pellegrini che hanno scalato con mezzi di fortuna quella montagna per prostrarsi dinanzi alla sacralità di luoghi “toccati” da speciali favori divini. Dalla Grotta santuario di San Michele Arcangelo, agli eremi di Pulsano, al convento di San Matteo Apostolo e così via dicendo attraverso chiese e santuari che hanno celebrato la venerabilità di una Montagna dalla storia millenaria. E se qualcuno come l’abbazia di Kalena o l’abbazia di Monte Sacro hanno esaurito il loro “mandato”, altre sono sorte imperiose e altisonanti come la grande chiesa dedicata a San Pio a San Giovanni Rotondo. Un Gargano santo, non sempre opportunamente tenuto in conto dai frequentatori del Gargano turistico.

A richiamare l’attenzione anche su questi aspetti è intervenuto l’arcivescovo di Manfredonia, Vieste, San Giovanni Rotondo mons. Michele Castoro, con un messaggio di “fraterno saluto e accoglienza anche a nome dell’intera comunità cristiana ai carissimi fratelli e sorelle” che arrivano sul Gargano. “Il Gargano – rammenta – è una delle terre più suggestive della Puglia, definita magistralmente da san Pio da Pietrelcina la <cattedrale del Creato con il cielo per soffitto, gli alberi a far da colonne e le arcate di roccia sul mare>. In questo magnifico scenario naturale – rileva mons. Castoro – si trovano suggestivi luoghi della pietà cristiana, noti in tutto il mondo. L’invito che vi rivolgo è di scoprire anche in questa vacanza le radici della vostra fede, visitando le numerose e antiche testimonianze artistiche create dalla fede dei padri, e di ri-orientare responsabilmente il vostro cammino, mettendo in atto scelte, gesti e stili di vita nuova, intessuti di carità fraterna, sobrietà, condivisione, ferma speranza. L’amore per il nostro Gargano, ove siete giunti per un rinfrancante riposo estivo, corrobori il vostro corpo e rinfranchi il vostro spirito attraverso comportamenti rinnovati, ispirati da sapienza evangelica e sorretti da discernimento e modi di agire giusti e autenticamente umani, che facciano di ognuno degli autentici custodi della natura ma anche degli uomini veri”.

Francesco Mastropaolo

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