Il ruolo del territorio nell’accesso alla giustizia

giustiziaLa giustizia, insieme ad altri diritti fondamentali quali la salute, la sicurezza e la libertà, rappresenta uno dei più importanti diritti umani e uno dei pilastri su cui è fondata la società civile. Per questo motivo, in quasi tutti i paesi del mondo, si è sviluppata nel tempo una rete di uffici giudiziari, più o meno estesa, con l’obiettivo di rendere l’amministrazione della giustizia il più vicino possibile ai cittadini.

La posizione geografica dei tribunali è infatti un elemento fondamentale per l’accesso dei cittadini alla giustizia. Laddove è richiesto che una delle parti del procedimento o un imputato debba comparire fisicamente in tribunale ecco che l’accessibilità della sede diventa un fattore critico. Sarebbe irragionevole attendersi che l’utente sia costretto a intraprendere un viaggio eccessivamente lungo e difficoltoso. Dover presenziare a un’udienza fissata la mattina presto per una persona anziana, o per una persona che non guida o che non è dotata di mezzo proprio, in assenza di adeguati mezzi di trasporto pubblico rappresentano tutte situazioni problematiche che possono influire sul diritto di equo accesso alla giustizia.

La Commissione europea per l’efficienza della giustizia nel Giugno del 2013 con queste considerazioni ha stilato le linee guida sulla revisione della geografia giudiziaria per favorire le condizioni di accesso a un sistema giudiziario di qualità, sottoponendole agli Stati membri affinché ne tenessero conto nella legislazione nazionale.

Poco meno di un anno prima la stessa Commissione giustizia della Camera prese atto della necessità di mantenere il Tribunale di Lucera, accorpandovi il territorio della sezione di San Severo, non solo per consentire un riequilibrio finalizzato all’efficienza dei due tribunali, ma soprattutto per garantire un’adeguata risposta alla criminalità organizzata, ricordando che da una nota depositata in Commissione risulta che il Procuratore della Repubblica di Lucera ha segnalato al procuratore generale di Bari l’impatto eccezionale sul territorio di Lucera della mafia di San Nicandro Garganico, con chiari collegamenti con la mafia foggiana.

La Commissione rilevò altresì, sempre alla luce degli elementi acquisiti nel corso dell’indagine conoscitiva, che il criterio di delega secondo cui la ridefinizione della geografia giudiziaria doveva essere realizzato, anche mediante trasferimento di territori dall’attuale circondario a circondari limitrofi, anche al fine di razionalizzare il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane, non era stato adeguatamente attuato in Puglia in quanto il circondario del Tribunale di Lucera ha una estensione di 2.813,7 Kmq.

Ne scaturì la proposta dei relatori di mantenere in ragione del tasso di impatto della criminalità organizzata, nonché della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale – tra gli altri – il Tribunale di Lucera con accorpamento delle sezioni distaccate di Manfredonia e San Severo, nonché dei comuni di Vieste e Orsara di Puglia, per una popolazione di 328.240 unità, contro le 356.210 unità del Tribunale di Foggia.

La cronaca di queste ultime settimane rivela chiaramente che quanto anzidetto è stato completamente disatteso da un legislatore sempre più sordo alle istanze degli operatori e dei cittadini. È evidente che a causa della pesante e perseverante crisi economica che negli ultimi anni si è manifestata in gran parte dei paesi occidentali, anche l’amministrazione della giustizia si trova in una fase di revisione della propria struttura organizzativa mirata all’ottimizzazione dell’allocazione delle proprie risorse. Peraltro viviamo tempi di cambiamenti profondi: la realizzazione di nuove infrastrutture rende certi luoghi più accessibili rispetto al passato, quando magari alcuni territori erano completamente isolati, inoltre, lo sviluppo dei moderni mezzi di trasporto rende più veloce e più agevole spostarsi da una città all’altra.

Ma questo vale anche per il Gargano?

Per capire se effettivamente siano agevoli anche gli spostamenti dal Gargano verso il presidio giudiziario del capoluogo dauno, ci siamo avvalsi di alcuni strumenti disponibili in rete e ne abbiamo rielaborato i dati ottenendo alcune mappe del territorio interessato, con evidenziati i percorsi tra le città del circondario e gli uffici del Tribunale di Foggia.

I risultati ottenuti sono sintetizzati nelle immagini che seguono, mentre tutti i dettagli sono consultabili nella mappa appositamente realizzata mediante Google Maps.

 

Gli stessi dati sono stati quindi riportati in una tabella, non certo esaustiva, delle distanze e dei costi che d’ora in poi dovrà sopportare chiunque debba raggiungere gli uffici giudiziari di Foggia:

Città Distanza
(Km)
Mezzo pubblico
(solo andata) *
Mezzo proprio
(solo andata) *
Durata
(HH:mm)
Costo * (€) Durata
(HH:mm)
Costo * (€)
Peschici 130 2:40 7,60 1:42 23,98
Vico del Gargano 120 2:30 7,60 1:25 21,93
Rodi Garganico 115 2:25 6,90 1:23 21,28
Ischitella 113 2:10 6,90 1:20 21,25
Carpino 108 1:55 6,20 1:18 20,44
Cagnano Varano 96,8 1:50 5,50 1:05 18,35
Le conclusioni le lasciamo ai lettori, anche se non possiamo fare a meno di rilevare che ancora una volta non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. In tema di costi infatti i più fortunati pare siano i testimoni. Chiarito che la testimonianza costituisce un dovere a cui nessuno può sottrarsi, dal sito del Ministero della Giustizia si apprende che, previa domanda, a costoro sono riconosciuti i seguenti rimborsi:

  • euro 0,36 al giorno se residenti nel Comune in cui si trova l’Ufficio giudiziario presso cui sono stati citati, ovvero residenti in un Comune che dista non oltre 2, 5 Km da quello presso il quale ha sede l’ufficio giudiziario;
  • euro 1,29 per ogni giornata di soggiorno nel luogo dell’esame oltre ad € 0,72 per ogni giornata impiegata per il viaggio ed il rimborso delle spese di viaggio, per andata e ritorno, pari al prezzo del biglietto di seconda classe sui servizi di linea (o al prezzo del biglietto aereo della classe economica, se autorizzato dall’autorità giudiziaria) per i non residenti.

Chissà se Franco Di Mare nel definire NIMBY i cittadini del Gargano durante il collegamento dal Tribunale di Rodi Garganico con la trasmissione di RAI Uno “La vita in diretta” aveva contezza dell’argomento trattato.

Dopo il danno, pure la beffa!

a cura di Marco Sciarra

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