Il cuore di Padre Pio chiuso dietro una porta blindata

ostensione-padre-pioArchiviato il festoso evento della ostensione permanente del corpo di san Pio, riprende quota il tormentone del paventato trasferimento del cuore del santo cappuccino nel suo paese natio. Trasferimento annunciato – come si ricorderà – dal ministro provinciale frate Francesco Colacelli lo scorso 25 maggio, in occasione dei festeggiamenti per il 126 esimo anniversario della nascita di san Pio proprio a Pietrelcina, presente il sindaco di San Giovanni Luigi Pompilio, ignaro di tutto, che all’annuncio di Colacelli cadde dalle nuvole. Successivamente i frati puntualizzarono che «per il momento è solo una intenzione» e lo stesso Colacelli, non più tardi di qualche giorno fa, si materializzò a Palazzo di Città per una visita di “bon ton”, rivelando com’era nata l’intenzione. L’impressione che si ricava ora, soprattutto alla luce degli ultimi accadimenti, soprattutto interviste date alle televisioni dai vertici dei frati, è quella che archiviati i festeggiamenti dell’ostensione del corpo del santo stigmatizzato, la vicenda tornerà in auge, ad occupare pensieri ed azioni dei vari protagonisti in campo. Ovvero sindaco, amministratori, consiglieri comunali da una parte e frati dall’altra.

La riprova arriva dalle dichiarazioni rilasciate da frate Antonio Belpiede, responsabile nel mondo dei gruppi di preghiera, il quale ha detto che non ci trova nulla di male in un eventuale trasferimento del cuore di S. Pio a Pietrelcina. Una presa di posizione che non è passata inosservata agli inquilini di Palazzo di Città. Perché Belpiede non è uno qualunque, ma un pezzo da novanta nella gerarchia dei frati minori cappuccini della provincia monastica. Va intanto rimarcato che saggiamente – e non poteva essere altrimenti – la questione durante tutti i festeggiamenti del primo giugno non ha fatto capolino. Nessun cenno. Nemmeno dal cardinale Amato, il prefetto della Congregazione delle cause dei santi che ha presieduto la celebrazione eucaristica. Ad Amato, ma anche a mons. Castoro e a frate Colacelli, il sindaco Pompilio sabato ha consegnato però una copia del deliberato con il quale il consiglio comunale all’unanimità ha proclamato la propria contrarietà al paventato trasferimento del cuore di san Pio a Pietrelcina.

«Cos’è?», avrebbe domandato il cardinale al sindaco, ricevendo il plico: «Una preghiera del popolo di San Giovanni Rotondo rivolta a lei, eminenza …» sarebbe stata la risposta del sindaco. Va inoltre sottolineato che a supporto della posizione dell’assise sangiovannese esiste un documento ufficiale di adesione (quindi di contrarierà al paventato trasferimento del cuore) dei 18 sindaci dell’area garganica. Ultima indiscrezione: il cuore di san Pio sarebbe stato trasferito, per motivi di sicurezza, in un posto riservatissimo, con porta blindata, perché qualcuno inavvertitamente aveva rivelato ai giornali la precedente collocazione.

Francesco Trotta

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