Chiusura ufficio postale di Foce Varano, l’appello a Vendola

Poste ItalianePiù che un gesto di rabbia è uno sfogo, una lettera appello quello di una ragazza, Piera che sente discriminato abbandonato il suo paesello, Foce Varano da provvedimenti estremamente penalizzanti. Così ha deciso di scrivere al governatore regionale per chiede un intervento a proposito della chiusura degli uffici postali. «Quando si è piccoli o addirittura piccolissimi, è difficile farsi notare o farsi ascoltare. Il mio paese d’origine è piccolo, anzi piccolissimo, ma vorrebbe che qualcuno gli desse voce. Io ormai vivo lontano, ma non posso restare indifferente..ho aperto un profilo facebook, solo per poter inoltrare un messaggio al presidente Vendola e per poter rintracciare amici e conoscenti del passato per far sì che i disagi di Foce Varano vengano resi noti a più persone possibili. Questo è il momento dei grandi temi della politica nazionale, ma, anche nelle piccolissime realtà, possono esservi emergenze e disagi che necessitano di un po’ di visibilità. Le scrivo a nome di un paesino della provincia di Foggia, chiamato Foce Varano cui da due settimane è stato chiuso l’unico ufficio postale esistente, in vita da più di 30 anni. Ci troviamo a 12 km dal nostro comune di appartenenza, ciò significa, che anche per la comunità residente a Foce Varano (più di tutti gli anziani) la possibilità di poter usufruire dei servizi postali senza dover prendere l’auto o “il pullman”, ha da sempre rappresentato un grande vantaggio.

All’improvviso, però, Poste italiane, decide che questo ufficio non è più necessario, e così, le utenze di correntisti e pensionati sono state trasferite in massa all’ufficio del comune di Rodi Garganico (ad 8km) dove a tutt’oggi non è consentito il prelievo di più di 1.000 euro giornalieri in quanto non correntisti “originari” di quell’ufficio. La gente è scesa in piazza. Vi è un presidio quotidiano di fronte agli ex locali postali. Sono quelle stesse persone, che da due settimane può trovare in strada, a Foce le ascolti, e se può, dia loro voce, perchè non è giusto che chi è rimasto ed ha scelto di non andare via, debba vedere le cose tornare indietro anzichè progredire… non è proprio giusto. La ringrazio per il tempo che ha dedicato alla mia lettera, cordialmente, Piera».

E’ questo l’appello di Piera che dà voce o vuole dare voce a chi voce non ne ha e si sente impotente, quasi spalle al muro di fronte ad un provvedimento così penalizzante per la frazioncina garganica. Nè sono valsi fino ad oggi appelli e proteste, prese di posizione da parte di quanti guardavano a quell’ufficio postale come un vantaggio oggi trasformatosi in un incubo.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Se ti interessa un contenuto contattaci su blog@rodigarganico.info!
Condividi il post con i tuoi amici