Bufera alla Provincia di Foggia: bilanci sotto la lente del Ministero delle Finanze

provincia_foggiaI bilanci della Provincia, durante l’amministrazione di centrodestra guidata da Antonio Pepe, presentano molte ombre. Il patto di stabilità potrebbe esserci stato solo sulla carta; in particolar modo dal 2011 consulenze e incarichi non sarebbero stati più sotto controllo. Prefigurato un danno erariale di un milione e 300mila euro. Sotto accusa dirigenti e funzionari che hanno redatto i bilanci, la giunta per alcuni incarichi esterni primo fra tutti quello all’ex segretario generale, Vincenzo Morlacco che dopo essere andato in pensione fu nominato dal presidente Pepe, direttore generale. Contestati alcuni regolamenti modificati dall’esecutivo e che hanno prodotto incentivi non dovuti al personale dell’ufficio stipendi. Lo sostiene il ministero delle Finanze in una relazione firmata dall’ispettore, Gaetano Mosella di 190 pagine che con gli allegati supera le 500. Trasmessa il 23 luglio, è giunta prima di ferragosto sul tavolo del commissario, Fabio Costantini. Inoltrata anche alla Corte dei Conti e al Prefetto.

Un’ispezione decisa dall’allora ministro Tremonti quando il presidente Pepe era anche deputato del Pdl. Al bilancio in questi anni si sono succeduti Leo Di Gioia, Matteo Cannerozzi De Grazia (dimessosi dopo pochi mesi) e Raffaele Di Ianni. Ma le contestazioni chiamano in causa prima di tutto la burocrazia provinciale. La relazione segue l’ispezione di marzo: spulciati i bilanci dal 2008 al 2012 che sarebbero stati costruiti anche su partite di giro. Voci in entrata e in uscita imputate su capitali sbagliati che avrebbero falsato i bilanci. Anche il collegio dei revisori dovrà spiegare i propri pareri. Gli addebiti più pesanti riguardano l’attuale city manager Morlacco “appare illegittimo l’incarico di direttore generale conferito nel 2010 e 2011” scrive l’ispettore, ovvero subito dopo essere andato in pensione.

Su questo la patata bollente coinvolge anche l’attuale commissario Costantini che quell’incarico lo ha rinnovato. Ci sono poi i diritti di rogito contestati sia al direttore generale che all’attuale segretario, Filippo Re, pari a 60mila euro. Bocciato il fondo decentrato per i dipendenti e quello dei dirigenti sovradimensionati e con incentivi distribuiti a pioggia. Sotto accusa anche i cinque incarichi di dirigenza che furono assegnati a 5 funzionari per coprire i vuoti in pianta organica. L’ispettore sostiene che se ne potevano assegnare solo 2 e non cinque. Costantini sta già lavorando con gli uffici per le controdeduzioni, che saranno pronte fra una quindicina di giorni. “Alcune osservazioni mi sembrano fondate, su altre verificheremo punto per punto. La relazione è corposa”.

Antonella Caruso

1 Commento

  1. Maria Angela

    hanno scoperto l america

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