Aeroporto sul Gargano tra boutade e silenzi

jetE’ calato il silenzio sulla questione aeroporto a servizio dell’economia turistica del Gargano. Fuochi di paglia quelli accesi in più occasioni se il risultato che, ancora oggi è sotto gli occhi di tutti, è quello che le Istituzioni, a tutti livelli, hanno posto nel dimenticatoio una delle tante priorità, appunto, uno scalo aeroportuale. “Senza un aereoporto funzionale non si può fare turismo. Noi imprenditori del Gargano soffriamo tremendamente la lontananza di uno scalo aeroportuale”. L’ennesimo grido d’allarme lanciato dagli operatori che hanno investito su un progetto Gargano che, naturalmente, non può, tra le sue priorità, non porre al centro il servizio aeroportuale. La stessa proposta dell’ex parlamentare, Franco Mele, che da alcuni anni ha investito sul futuro di questa parte del territorio, è caduta nel vuoto: “Far diventare Pescara, l’aeroporto del Gargano”. Solo una provocazione? Tutt’altro, assicurava Mele. In fondo Pescara è ben collegata con il Gargano, dista appena novanta minuti di auto, e annovera anche degli interlocutori politici più attenti e sensibili. Sicuramente più di quelli foggiani che sono la vera rovina dell´aeroporto Gino Lisa.

Non è mancata, in passato, una riflessione su “Amendola” anche se la proposta non ha trovato molte convergenze, perchè, oggettivamente, non sono pochi gli ostacoli che si frappongono ad una possibile soluzione, trattandosi di uno scalo militare ritenuto di grande valenza strategica. Altra proposta quella partita da Vieste; amministratori comunali e imprenditori turistici più volte hanno proposto la soluzione dello scalo aeroportuale a Piano Grande, le cui fasi progettuali – spiegavano – sono a buon punto e lo studio di fattibilità non conosce soste; per sgombrare il campo da qualsiasi campanilismo, garantivano che non deve parlare di “Aeroporto di Vieste” ma del Gargano

Una ipotesi gettata lì come tante altre; sogni che vengono subito dopo riposti nel cassetto per essere richiamati alla memoria ogni qualvolta le presenze turistiche sono soltanto quelle che si registrano nell’arco del breve periodo estivo; per il resto, l’assordante silenzio di una classe politica e imprenditoriale che, evidentemente, non riesce a fare fronte comune per affrontare e vincere una battaglia che, più che nelle sedi opportune, è il classico “pour parler” ovvero parole al vento. Un filo di speranza potrebbe essere arrivato a seguito del finanziamento per l’allungamento della pista del “Gino Lisa”, scalo che dovrà guardare al Gargano con un occhio di riguardo; ciò significa articolare servizi di trasporto da Foggia ai centri del Gargano nord, non circoscritto, però, al solo arco estivo. Sicuramente non è più il momento di continuare a discutere ma è urgente che si raccolgano elementi conoscitivi che siano oggettivamente condivisibili e, soprattutto, coerenti con quelle che sono le esigenze di un territorio che non può continuare a guardare ad un futuro senza certezze.

Franco Mastropaolo

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