Ultimo Sabato d’Aprile, il programma 2013

programma-ultimo-sabato-aprile-2013In occasione dell’«ultimo sabato d’aprile», la cittadinanza è invitata il 27 aprile 2013 alla tradizionale festa presso il Convento dello “Spirito Santo” dei Frati Minori Cappuccini in Rodi Garganico, che si svolgerà secondo il Programma riportato in locandina.

Sarà possibile, per l’occasione, visitare il Convento e riviverne la gloriosa storia.

“Sta situato un miglio piccolo lontano dalle mura della Terra e la Chiesa porta il titolo dello Spirito Santo”. Così scriveva, a proposito del Convento dei Cappuccini di Rodi, Bernardino da Arezzo tra il 1703 e il 1716.

Fondato nel 1538, nel 1600, grazie al Signore Cesare San Felice, barone del luogo, il Convento dello Spirito Santo fu rinnovato e accresciuto con 14 celle.

Recentemente sono tornati a nuovo splendore sia la “Cappella”, posta sulla strada che da Rodi conduce al Convento, stazione di sosta per i frati e i pellegrini, che, da quando, nel 1867, il Convento fu soppresso, ha assunto vita autonoma, sia lo stesso Convento.

Questo, al suo interno, presenta sull’altare maggiore un dipinto di grandi dimensioni, attribuito a Marco Mazzaroppi (1550-1620) e raffigurante la Madonna circondata dagli Apostoli, sui quali discende lo Spirito Santo; in primo piano San Francesco, a cui l’ordine dei Cappuccini si richiama, e San Michele, che dà il nome alla Provincia monastica di Sant’Angelo, cui il Convento di Rodi appartiene. Nella cimasa della mostra lignea dell’altare maggiore, una tela raffigura l’Eterno Padre e l’Annunciazione, di ignoto pittore meridionale del secolo XVI.

Riferimenti all’Ordine Francescano trovano posto nella navata centrale, chiusa da una volta a botte, decorata da affreschi, opera di Paolo Gamba (1712-1782), che rappresentano i profeti Geremia, Daniele, Ezechiele e Isaia. Al centro dei quattro profeti l’Immacolata aureolata di stelle su fondo azzurro, che con i piedi schiaccia il dragone infernale.

Nella volta del presbiterio sono affrescati l’Assunta, in una grande raggiera, e, ai lati, Tobiolo e l’Angelo Custode.

Al centro della volta che sosteneva il coro è affrescata la Pietà con colori molto carichi, di ignoto pittore.

La navata laterale è costituita da tre piccole cappelle. La prima dedicata all’Incoronata, la Cui statua lignea è opera di artigiani locali e risale al secolo XVIII. L’immagine è riprodotta anche nella parte inferiore dell’altare. In Suo onore, in ricordo della ricorrenza della festa dell’Incoronata, i rodiani si recano da sempre al Convento l’ultimo sabato di aprile, anche per ricordare il ruolo che il Convento e l’area circostante hanno da sempre ricoperto, nel corso dei secoli, in casi di epidemie. Di quella del 1836 ci resta traccia in una iscrizione che, all’interno della chiesa, ricorda il medico trentaquattrenne Domenico Angelicchio, che, in occasione del colera che colpì Rodi in quell’anno, sacrificò la propria vita per aiutare i suoi concittadini. Quell’area che in passato ha ospitato quanti avevano bisogno di curare il corpo, è tornata ora a rivivere per accogliere, vista la bellezza del luogo, quanti hanno bisogno di ritemprare il proprio animo dalle ansie della vita di tutti i giorni.

La seconda cappella è dedicata a S. Antonio. Nelle due nicchie laterali trovavano posto S. Felice da Cantalice, primo Cappuccino proclamato santo, e San Rocco. I tre Santi appaiono anche nella parte inferiore dell’altare, realizzati tutti a stucco in rilievo.

La terza cappella aveva nella nicchia una Croce e doveva essere dedicata a San Francesco, vista la presenza dello stemma francescano nel paliotto.

La sagrestia presenta nella volta a botte un affresco con l’immagine di San Francesco che riceve le stimmate, mentre in fondo, su una parete laterale, si scorgono gli affreschi dei volti di Santa Veronica Giuliani, dell’Addolorata e di Santa Chiara.

Caratteristico il chiostro, intorno al quale erano disposti il refettorio, il fuoco comune, la cucina, la falegnameria e l’officina. Al centro vi è la cisterna verso cui erano fatte confluire le acque piovane, anche con un ingegnoso sistema di coppi incassati nei muri. Qui si scorgono ancora delle lunette affrescate: San Francesco mentre riceve le stimmate e nell’abbraccio con San Domenico. La terza è di difficile interpretazione.

Lungo una scalinata che portava al dormitorio è da notare il volto stilizzato di una Madonna, probabilmente una sinopia per un affresco mai eseguito.

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