Quaresima: non solo cenere, ipocrisia e voto

1La Quaresima, un tempo per riflettere, pregare, per purificarci attraverso il digiuno e convertirci alla luce della Parola di Dio. Una conversione che richiede non solo un cambiamento interiore ma una trasformazione radicale del nostro stile di vita. In questo Anno della Fede la chiesa ci aiuta a riscoprire il valore profondo della parola sobrietà. Ossia vivere con dignità ma senza sprechi e lussi inutili.

Noi di fame non ne soffriamo più e di questo dobbiamo rendere grazie al Signore. Nello stesso tempo però grava su di noi una grande responsabilità. Il pane che buttiamo nella pattumiera è il pane dell’affamato; le medicine ammucchiate nei nostri armadietti sono le medicine della mamma che piange il figlio malato che non può curare, il vestito alla moda di ogni anno è quello che manca alla famiglia povera…. Quanti esempi concreti potremmo fare e tutti veri, reali. La Quaresima è un’occasione speciale per meditare, per convertirci, per cambiare vita e imparare a condividere con i fratelli meno fortunati. Interrompiamo per un attimo il filo che ci collega al vortice della quotidianità del mondo e colleghiamoci con Dio. Ascoltiamolo in silenzio e con il cuore disponibile. Lui saprà indicarci il modo migliore per vivere una vera Quaresima di condivisione, una quaresima di preghiera.

Dire no a una Quaresima ipocrita vuole dire ridare alla Quaresima la sua verità, vincendo il rischio di esprimersi in bugia nel celebrare.Vuol dire anche quest’anno capire se vale la pena ancora andare a votare. Ogni cittadino italiano ha il suo proprio diritto di voto. Questo, sì, è vero. Ma davvero vale la pena votare per una classe politica che sta facendo tutti i propri comodi e interessi, invece di badare ai veri problemi che affliggono il nostro Paese? Può capitare che per quaranta giorni noi ci esprimiamo in bugia nel celebrare, vivendo una specie di doppio binario: in chiesa parliamo di deserto, digiuno, conversione, perdono, opere di carità e fuori chiesa, nella vita quotidiana, tutto segue un altro binario, un’altra mentalità, un’altra logica. Occorre superare la tentazione di poter fare a meno della Quaresima – “tanto non cambia niente” – altrimenti la Quaresima resta inosservata. La Quaresima non serve a un cristianesimo del buonsenso, a un cristianesimo mediocre.È il tempo dei perché e dei per chi, degli interrogativi fondamentali su Dio, sulla vita, sulla morte, sull’amore, sul dolore, sulla Pasqua che è amore e dolore insieme. È il luogo in cui vivere la realtà di un incontro, di una conoscenza, di una accoglienza più vera di Gesù Cristo e del suo Vangelo. Quaresima è il tempo del “fermarsi”, dell’«affilare le lame».

La Quaresima si aprirà con un pizzico di cenere versata sulla nostra testa, accompagnato da un accorato avvertimento: “Convertitevi e credete al Vangelo” cioè: fondate la vostra vita sul Vangelo.

La Quaresima deve sì richiamarci alla caducità della vita, alla fragilità della vita – “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” – deve sì richiamarci alla necessità dell’ascesi, della penitenza, perché altrimenti si resta sempre eterni bambini, canne che si agitano secondo il vento della moda, ma soprattutto la Quaresima va letta come uno straordinario Vangelo, come Buona Notizia, come un grande annuncio di vita e di speranza, di liberazione, di rinnovamento e di crescita. Al centro della Quaresima deve stare Dio, la sua misericordia . Dio è un “oceano di misericordia”.

La Quaresima non deve essere ‘dominata’ dall’aspetto ascetico, dalla rinuncia, dalla proibizione, ma deve essere dominata dall’aspetto teologico, dalla Pasqua, dal battesimo: prima sta Dio, prima sta la grazia, prima sta il Vangelo. La Quaresima è e deve diventare il tempo dello stupore per le parole di Gesù, per i gesti di Gesù, per la Pasqua di Gesù, per la sua morte, per la sua resurrezione.

E questa è la conversione: uno è così affascinato da Gesù, dalla sua vita, dalla sua vicenda, dalle sue parole che dice: vorrei essere anch’io così, parlare così, sentire così, agire così, essere libero così verso le cose, verso le persone, capace di amare e di perdonare così.

La Quaresima va vista come esodo, come liberazione, come cammino verso la libertà e verso la carità, verso la Pasqua, cioè verso il diventare uomini nuovi: più rimandiamo la nostra conversione, più la nostra vita cristiana sopravvive ma non vive. Ed è peggio perché i nostri difetti, i nostri limiti aumentano sempre di più. Se stanno queste cose, il tempo di Quaresima è allora un tempo di grazia, è un tempo di liberazione, è un tempo di crescita. La contemplazione quotidiana del Vangelo e la ripetizione attenta di una preghiera possono influenzare profondamente la nostra vita interiore. La nostra vita interiore è come uno spazio santo che deve essere tenuto con cura e decorato in modo appropriato.Per questo motivo la Parrocchia propone in questo tempo numerose attività che vogliono essere un aiuto e motivo di crescita per tutti

Don Michele Pio cardone
(Parroco Chiesa Madre San Nicola di Mira Rodi Garganico)

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