Bilancio agrodolce per la Fiera del Gusto

fiera-gusto_1Come sempre, dopo ogni evento è tempo di valutare, di mettere sui piatti della bilancia ciò che è andato bene e ciò che è andato male. Operazione di prassi questa, ma non semplice per gli organizzatori della sesta edizione della Fiera internazionale del Gusto e del Turismo, svoltasi a Rodi Garganico dal 17 al 21 luglio.

“Una manifestazione iniziata con molte preoccupazioni, con un attentato incendiario nel giorno in cui andavano montati gli stand destinati agli espositori ed altre problematiche che non raccontiamo per e stanchezza e vergogna”, spiega amareggiato Daniele Circiello della SolutionGroups che – attraverso questa esperienza – racconta di un territorio a due marce: quello dell’opportunismo, che vuole bloccare lo sviluppo, e quello che decide di dare il massimo per favorire le aziende e di tutti quegli operatori seri ed innamorati della nostra terra e ne sono tantissimi. Eppure, con molta probabilità, per il prossimo anno lascerà il territorio garganico.

La manifestazione in sé ha riscosso successo: i banchi degli espositori erano affollati da turisti provenienti da tutta Europa. “Una fiera internazionale, in casa nostra – spiega ancora Circiello – E questo grazie agli espositori, alle aziende che vi hanno aderito, alla Regione Puglia, ai sindaci dei comuni della provincia di Foggia ed anche la provincia di Bari. “Sono riuscito a mettere insieme quasi l’intera provincia di Foggia, ed è stata questa la chiave vincente della manifestazione con visite in crescita rispetto alla scorsa edizione, oltre 30mila visitatori”.

I prodotti in “vetrina” sono stati tanti, come il “cioc­corum”, il limone femminello, la fava di Carpino e il vino di Troia Doc, il vino Caccè e Mitt’ di Lucera, l’olio di Carpino, i sottoli di Candela, i salumi di Ascoli Satriano e tante altre prelibatezze fiore all’occhiello della nostra provincia e dell’intera Regione. Lo chef Mario Falco, presidente dell’Associazione Italiana Cuochi ed executive chef, ha realizzato un interessante percorso degustativo, coinvolgendo anche i ristoratori delle Masserie Didattiche e dei vari comuni partecipanti.

“Anche se la crisi incombe, tutti i visitatori hanno potuto assaggiare le nostre peculiarità enogastronomiche e, anche se non tutti hanno comprato, i fatturati sono stati notevoli. Una manifestazione che è riuscita nel suo intento, che era quello di contribuire alla conoscenza e promozione del nostro territorio, non solo sotto il profilo enogastronomico ma anche promozionale per i turismi locali. Ovviamente l’organizzazione si riserva di dare appuntamento al prossimo anno – conclude Circiello – in quanto, alla luce degli eventi accaduti ed a come la società che gestisce il porto si è comportata nei nostri riguardi, malgrado la promozione fatta al porto stesso e ai benefit prodotti a tutti gli esercizi lì presenti, sicuramente la Fiera del Gusto e del Turismo, lascerà la provincia di Foggia”.

12 commenti

  1. Caterina Moretti

    Incredibile! mettere nella condizione le aziende di non dare la disponibilità per il futuro a realizzare questa fiera è davvero incredibile.

  2. Caterina Moretti

    Incredibile! mettere nella condizione le aziende di non dare la disponibilità per il futuro a realizzare questa fiera è davvero incredibile.

  3. Annunziata Colafrancesco

    Ma ci fosse una cosa che vada in porto…è il caso di dire…

  4. Annunziata Colafrancesco

    Ma ci fosse una cosa che vada in porto…è il caso di dire…

  5. Marco Sciarra

    Le parole dell’organizzatore sono davvero molto dure. Cara prof si combatte sempre più contro i mulini a vento. Spiace moltissimo constatarlo ma è la triste realtà.

  6. Marco Sciarra

    Le parole dell’organizzatore sono davvero molto dure. Cara prof si combatte sempre più contro i mulini a vento. Spiace moltissimo constatarlo ma è la triste realtà.

  7. Caterina Moretti

    Non è che io sogni il paese del sole, ma vorrei tanto che tutti, ora gli, ora gli altri (nel rispetto della alternanza democratica), anteponessero il BENE COMUNE agli interessi particolari………non si cresce, a qualunque livello, se non si considerano i più deboli.

  8. Caterina Moretti

    Non è che io sogni il paese del sole, ma vorrei tanto che tutti, ora gli uni, ora gli altri (nel rispetto della alternanza democratica), anteponessero il BENE COMUNE agli interessi particolari………non si cresce, a qualunque livello, se non si considerano i più deboli.

  9. Caterina Moretti

    ……davvero ci dobbiamo abituare alla “decrescita felice”?

  10. Caterina Moretti

    ……davvero ci dobbiamo abituare alla “decrescita felice”?

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