Riparte il «salottino culturale» con don Michele Pio Cardone

chiesa di San Nicola di MiraPresso la Parrocchia Chiesa Madre San Nicola di Mira in Rodi Garganico per il tredicesimo anno consecutivo, su iniziativa del parroco don Michele Pio Cardone,verrà inaugurata domenica 27 Ottobre la nuova stagione dei salottini culturali. Il Salottino culturale, che sarà tenuto proprio dal Parroco alle ore 19.00, avrà come tema: PRENDETE IL LARGO E GETTATE LE RETI. IL VANGELO AGLI UOMINI E ALLE DONNE DI OGGI. Tutti i partecipanti riceveranno in omaggio un libro sul tema che verrà trattato. Nel primo anno (2011-2012) con le Linee pastorali “Sacerdoti dell’uomo, sacerdoti della strada” l’Arcivescovo si è soffermato sulla appartenenza a Cristo, e nel secondo anno (2012-2013) con “Pietre vive per la costruzione del tempio” sull’appartenenza alla Chiesa, in questo nuovo anno (2013-2014) l’Arcivescovo ha focalizzato la sua attenzione sull’appartenenza al mondo.

Con questo salottino culturale il Parroco Don Michele Pio intende presentare alla comunità parrocchiale le linee Pastorali per l’anno 2013/2014 e fare una lunga riflessione su come presentare all’uomo di oggi il Vangelo. In sintesi questa la relazione che sarà tenuta dal nostro parroco don Michele Pio: “Annunciare il vangelo è un “servizio” reso alla comunità cristiana e a tutta l’umanità. Le condizioni della società di oggi ci obbligano tutti a rivedere i modi e i mezzi per portare all’uomo moderno il messaggio cristiano. E’ necessario uscire dalle nostre sacrestie.

Soltanto nel vangelo l’uomo può trovare la risposta ai suoi interrogativi e la forza per il suo impegno di solidarietà umana. Il patrimonio della fede c’è: si tratta di presentarlo agli uomini del nostro tempo in modo comprensibile e persuasivo. Il messaggio evangelico è necessario, unico e insostituibile.

Bisogna tradurlo senza tradirlo, viverlo e proporlo agli altri senza accomodamenti, annacquamenti e miscugli di vario genere. Rappresenta la bellezza della rivelazione. Ha in sè una saggezza che non è di questo mondo. È capace di suscitare la fede che poggia sulla potenza di Dio. Esso è la verità. Merita che l’apostolo vi consacri tutto il suo tempo, tutte le sue energie e vi sacrifichi, se è necessario, la propria vita. Occorre ricercare con audacia e saggezza i modi più adatti e più efficaci per comunicare il vangelo agli uomini del nostro tempo. Primo mezzo di evangelizzazione: testimonianza di vita autenticamente cristiana. L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri. Se ascolta i maestri lo fa perché sono testimoni.

La chiesa evangelizza con la sua testimonianza di santità vissuta. Non sottovalutiamo tuttavia l’importanza e la necessità della predicazione.

don michele pio cardoneLa fede dipende dalla predicazione della parola di Dio: la predicazione è sempre indispensabile.

La stanchezza che provocano ai nostri giorni tanti discorsi vuoti non deve far diminuire la forza della parola né far perdere la fiducia in essa.

La parola resta sempre attuale, soprattutto quando è portatrice della potenza di Dio. Per questo resta ancora attuale la frase di s. Paolo: “La fede dipende dalla predicazione”. La parola ascoltata porta alla fede.

L’omelia è strumento valido e adattissimo di evangelizzazione purché esprima la fede profonda di chi predica e sia impregnata d’amore. L’omelia deve essere: semplice, chiara, diretta, adatta, profondamente radicata nell’insegnamento evangelico e fedele all’insegnamento della chiesa, animata da ardore apostolico, piena di speranza, nutriente per la fede, generatrice di pace e di unità.

L’insegnamento catechetico e l’insegnamento religioso sistematico non devono rimanere solo a livello intellettuale, ma devono formare abitudini di vita cristiana.

Bisogna preparare buoni catechisti preoccupati di perfezionarsi in questa arte superiore. Le condizioni attuali rendono sempre più urgente l’insegnamento catechetico sotto forma di catecumenato per numerosi giovani e adulti che, toccati dalla grazia, scoprono a poco a poco il volto di Cristo e provano il bisogno di donarsi a lui.

L’evangelizzazione non può fare a meno dei mezzi di comunicazione sociale: servendosi di essi, la chiesa “predica sui tetti” e riesce a parlare alle moltitudini.

La trasmissione del vangelo da persona a persona mantiene sempre la sua validità e importanza (vedi le conversazioni di Gesù con Nicodemo, Zaccheo, la samaritana…).

Attraverso il sacramento della penitenza, il dialogo personale, la direzione spirituale, i sacerdoti guidano le persone nelle vie del vangelo. L’evangelizzazione manifesta tutta la sua ricchezza quando crea un rapporto intimo tra parola di Dio e sacramenti. Tra evangelizzazione e sacramenti non c’è contrapposizione.

Il compito dell’evangelizzazione è precisamente quello di educare alla fede in modo che essa conduca il cristiano a vivere i sacramenti come veri sacramenti della fede e non a riceverli passivamente senza capirne il significato, privandoli così in gran parte, della loro efficacia.

La pietà popolare è ricca di valori, ma ha certamente dei limiti. Resta spesso a livello di manifestazione di culto senza impegnare a una autentica adesione di fede.

Ben orientata, può essere un vero incontro con Dio in Gesù Cristo per le masse popolari. Essa manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere.”

Concetta Padalino

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