Antiche tradizioni sul Gargano: il telaio nella storia di Maria Voto

telaioAvete mai provato con la canapa? Pensate a un fresco tailleur, a un camicione da mare, a una borsa capace di contenere tutto quanto serve in spiaggia, di quel colore neutro che fa tanto vacanza. Oppure a righe coloratissime, con manici morbidi ma resistenti: li avete davanti agli occhi? Descriveteli in un’e-mail all’indirizzo mariavoto@gmail.com, oppure andate a Vico del Gargano, tra mare e Foresta Umbra. Nel suo laboratorio di telaio Maria Voto vi costruirà tessuti su misura. Già, non soltanto modelli unici, ma anche tessuti l’uno diverso dall’altro: «Anche se volessi, non potrei tesserne due uguali», dice l’artigiana. Maria lavora proprio come si faceva nei secoli scorsi, quando la canapa e anche il lino prodotti sul Promontorio venivano tessuti dalle donne davanti al camino e, accanto al telaio mandato avanti con i pedali, c’era la culla in legno dell’ultimo nato.

Il fascino della bottega è rimasto intatto nel laboratorio di corso Umberto I, a due passi dal Municipio. Fra stoffe e capi coloratissimi o neutri sparsi con allegria attorno al grande telaio dell’800, c’è però anche il computer: «Le materie prime non si producono più sul Gargano – dice Maria – così debbo ordinarle on line». E dalla rete, via posta elettronica, le arrivano anche molti ordini favoriti dal passaparola di chi conosce i suoi lavori: «Ho appena ricevuto un ordine da una signora di Ischia», dice soddisfatta. Il telaio del Gargano opposto alle «pezze» della Costiera amalfitana, due stili che in comune hanno la capacità di vestire con originalità le donne per le vacanze al mare (e non solo: il telaio fabbrica anche asciugamani da esibire in spiaggia). Dalle mani di Maria Voto nascono creazioni uniche: «Ho fatto una ricerca sui disegni che venivano riprodotti dalle nostre tessitrici. Greche, cuori, quadrifogli, fiori, spighette, che le clienti decidono come realizzare sui capi».

Le stoffe tessute al telaio diventano soprattutto abiti da mare: «Vanno moltissimo i camicioni – dice l’artigiana – vengono molto richieste le bluse come copricostume. Le clienti spesso decidono di abbinarvi le borse, che possono essere quelle più capienti da portare in spiaggia, oppure le borse da passeggio. Io le rifinisco tutte con bottoni, decorazioni e anche manici particolari, come quelli di cocco che hanno molto successo». Accade spesso che le turiste vadano al laboratorio «La tela» per completare, per così dire, un capo con un accessorio che manca. «Mi portano l’abitino estivo – spiega Maria Voto – e mi chiedono di realizzare il tessuto per abbinarvi la giacca». Molto richiesti quest’anno i colori vivaci: arancione e rosso soprattutto per le borse, ma non mancano le scelte più classiche. «Gli abiti e anche le borse di lino grezzo, quello di colore neutro – spiega Maria – non tramontano mai perchè consentono di fare tutti gli abbinamenti possibili con scarpe e altri accessori». Chi sceglie di vestirsi da Maria Voto sa però che non entra in una boutique: il telaio consente di tessere non più di un metro di tessuto al giorno. «Può anche accadere che per una borsa lavori 10-14 ore di fila – spiega l’artigiana – e questo ha un costo». Ma si ha la certezza di avere un oggetto unico, più esclusivo e originale di quelli griffati.

Anna Langone

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