Rodi Garganico: la gente ha paura e chiede risposte investigative

auto-fiammeQuel che sta succedendo a Rodi ormai da mesi senza una risposta investigativa ai tanti misteri e interrogativi su attentati e atti di vandalismo resta un non senso, mentre la gente chiede risposte e vuol sapere cosa ci sia dietro a tanti gesti di criminalità. Di certo è che torna l’incubo degli attentati a Rodi Garganico.

L’ultimo grave episodio l’altra notte, in piazza Rovelli, come dire il “salotto buono” del centro garganico, dove sono andate letteralmente in fumo quattro autovetture che erano parcheggiate. Incendio di natura chiaramente dolosa che, oltre al clima di preoccupazione che si respira nella cittadina, non dovrebbe, questa volta, essere collegabile a quanto accaduto nelle settimane scorse allorchè presi di mira furono consiglieri comunali sia di maggioranza che di minoranza. Del liquido infiammabile sarebbe stato cosparso su una delle auto che, in pochi minuti, è stata avvolta dalle fiamme che si sono propagate ad altre tre autovetture che erano parcheggiate a fianco. Sono intervenute squadre del comando dei vigili del fuoco di Vico del Gargano; personale al quale, purtroppo, non è rimasto altro da fare che spegnere gli ultimi focolai e procedere alle operazioni di bonifica della zona. Sul posto i carabinieri della locale stazione e del comando compagnia di Vico del Gargano.

A maggio dello scorso anno al consigliere comunale, Michele Azzellino, dell’allora esecutivo del primo cittadino, Carmine D’Anelli, venne incendiata la Fiat “Stilo”. In seguito preso di mira Pino Veneziani, ex vice sindaco della compagine dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Nicola Pinto. Il tentativo, fortunatamente andato a vuoto, di dar fuoco alla struttura del suo stabilimento balneare. A distanza di pochi giorni l’incendio dell’autovettura andata letteralmente in fumo. L’episodio più grave il colpo di fucile contro la vetrata dell’abitazione dell’ex sindaco del centro garganico, Carmine D’Anelli. Arma caricata a pallettoni che mandò in frantumi un’ampia vetrata. Nove pallini che, fortunatamente, non raggiunsero i familiari dell’ex sindaco e neppure un’amica della moglie; comunque le donne vennero investite da una vera e propria pioggia di vetri. Altrettanto clamore suscitò dopo qualche giorno la profanazione della tomba di famiglia dell’attuale vice sindaco Carlo Vallese. In quel caso sconosciuti hanno dapprima infranto la vetrata della cappella, poi hanno deturpato la lapide dell’anziano genitore. A terra sono stati recuperati dai carabinieri anche 2 bossoli, probabilmente di una pistola calibro 7,65.

1 Commento

  1. Andrea Bevilacqua

    Bastardi cosī si rovina un paese bellissimooooo

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