Rodi Garganico al centro di intimidazioni da 15 mesi

Porto Turistico Rodi GarganicoNe­gli uffici del porto turistico di Rodi Garganico l’indicazione data dalla sede romana è quel­la di non rilasciare dichiarazioni, ma soprattutto di conti­nuare a lavorare senza mo­strare preoccupazione. Metà dei 310 posti barca sono occupati, la stagione turistica è al suo culmine. Ma anche dalla Capitale, dagli uffici della Ci­donio spa che ha costruito e gestisce la Marina di Rodi, non filtrano dichiarazioni sull’at­tentato di sabato sera ad uno dei loro dipendenti. Luca D’Alessandro, ragio­niere che da un anno era a la­vorare negli uffici alla Marina di Rodi Garganico, è stato rag­giunto da alcuni colpi di fuci­le mentre, con un amico, era all’interno della sua abitazio­ne presa in fitto in località Fontana. D’Alessandro e l’altra persona, entrambi ro­mani, sono stati leggermente feriti. E in queste ore sono rientrati a Roma. “Stiamo fa­cendo quello che è di nostra competenza”, si limita a dire uno dei vertici della società, l’ing. Domenico Caricari.

Sull’attentato, avvenuto nella tarda serata, mentre il piccolo centro Garganico era affollatissimo di turisti e vil­leggianti, indagano i carabi­nieri. “La società ci ha riferito di non aver ricevuto alcun ti­po di richiesta; prima dell’at­tentato, non ci sarebbero sta­ti episodi tale da destare pre­occupazione. Le indagini so­no in corso”, spiega il maggiore Pasquale Del Gaudio, comandante del reparto operativo dei carabinieri. Negli ultimi quindici mesi Rodi è al centro di una serie gravissima di attentati e inti­midazioni che avevano, fino a sabato scorso, preso di mira gli amministratori locali. Il sindaco, Nicola Pinto ormai governa senza l’opposizione in Consiglio, in quanto si so­no dimessi tutti. Nelle stesse fila della sua maggioranza ci sono state alcune “fughe”. E’ presto per dire se questo episodio è la cartina di tornasole per rileggere anche quelli occorsi agli amministratori locali. Se insomma il porto e la sua gestione, uno dei temi della avvelenata campagna elettorale un anno e mezzo fa, sono l’oggetto delle atten­zioni criminali; o se le motiva­zioni sono del tutto estranee alla situazione politico-amministrativa. Se il racket ha deciso di al­zare il tiro. Comunque, un cli­ma pesantissimo.

Sabato sera nel centro garganico con le auto si camminava a passo d’uomo. Tantissimi i turisti anche perchè in questi giorni c’è l’ultima delle feste patro­nali sul Gargano. Nel cuore della cittadina turistica era chiuso alle auto quel tratto della statale che taglia in pieno il paese. Per garantire ai turisti una zona completamente pedonale, le auto che da Peschici arrivano a Rodi per raggiungere la Superstrada, dopo il primo curvone nel paese, dove­vano tagliare per l’interna che porta ad Ischitella. Dunque non era semplice muoversi. L’attentato è avvenuto po­co dopo le 22.30, a poche cen­tinaia di metri dallo “stru­scio”, dalla passeggiata che in tanti fanno dal centro del paese che domina il mare fingiù alla Marina, per andare ad ammirare le barche ormeg­giate. Chi ha sparato con un fucile a pallettoni in direzio­ne dell’abitazione dove si tro­vava il dipendente della Cido­nio probabilmente stando ad alcune indiscrezioni, si è ap­postato in un giardinetto con alberi e arbusti che si trova di fronte al palazzo. Certo i luoghi li conosceva bene, sapeva come muoversi rapidamente. “Non sappia­mo cosa stia accadendo – con­tinua da mesi a ripetere il pri­mo cittadino, Nicola Pinto – Ora hanno colpito anche la so­cietà del porto. In paese circo­lano tante voci su droga, don­ne. Ma vai sapere perché è successo. Non è una situazio­ne serena quella che stiamo vivendo”.

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