Le imprenditrici ai domiciliari respingono le accuse: «Nessun tentativo di truffa»

guardia-di-finanzaRespingeranno le accuse le tre imprenditrici garganiche arrestate dalla Guardia di Finanza e poste ai domiciliari su ordinanza del gip, perchè accusate di bancarotta fraudolenta nel settore alberghiero e tentata truffa ai danni del bilancio dello Stato. Lo sostiene il legale di una delle tre imprenditrici, l’avvocato Mario Follieri. «In relazione agli arresti eseguiti ieri dal Tribunale di Lucera, voglio informare in qualità di difensore unitamente all’avv Paola Licia Follieri di Marilena Di Lalla, che quest’ultima al pari degli altri indagati, ai quali è legata dai vincoli di parentela» (Maria Grazia Antonella Di Lalla di 47 anni e Emilia Rosa Saccia di 71 anni, ndr) «chiarirá la sua posizione in modo puntuale in sede d’interrogatorio che si terrà lunedì».

L’inchiesta – aggiunge l’avv. Mario Follieri – «prende le mosse da azioni giudiziarie promosse in sede civile dai creditori della mia assistita che si è rivolta presso il nostro studio legale, referente Adusbef in provincia di Foggia, ed in quella sede le controversie opportunamente contrastate stanno facendo il loro corso naturale con sviluppi importanti a favore delle Di Lalla; ragion per cui siamo fiduciosi che la vicenda avrà un epilogo positivo per la nostra assistita che ha destinato i fondi rinvenimenti da finanziamenti pubblici secondo le finalità previste. E di questo sarà data adeguata prova». Secondo finanzieri e Procura le tre indagate hanno richiesto in maniera fraudolenta finanziamenti agevolati per costruire un villaggio turistico a San Menaio, per poi causare il fallimento della società.

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