Il mistero di Alessandro Ciavarrella

alessandro-ciavarellaPer non dimenticare. Il sindaco di Monte Sant’Angelo, Antonio Di Iasio, ha incontrato la mamma di Alessandro Ciavarrella, il diciassettenne del quale non si hanno più notizie dall’11 gennaio di quattro anni fa. Una scomparsa che continua a nascondere il mistero che dal primo giorno, da quella gelida domenica mattina, avvolge la complessa vicenda. “La scomparsa di Alessandro – ha spiegato il primo cittadino – rappresenta una dolorosa ferita per la nostra comunità. Siamo ormai al quarto anno dalla triste vicenda e nulla ancora sappiamo del nostro concittadino. Confido nelle forze dell’ordine, a cui mi rivolgo, affinché ci sia verità e giustizia per Alessandro e per la sua famiglia, che non ha mai smesso di lottare”.

Ultimo di cinque figli di Rosa Guerra, 54 anni, casalinga, e Antonio, 54 anni, operaio, emigrato in Germania, Alessandro uscì di casa poco prima delle dieci, rassicurando i familiari che sarebbe tornato per l’ora di pranzo. Dalla Procura di Foggia non ci sono elementi nuovi. Caduta quella che sembrava fosse la traccia giusta per capire con chi Alessandro dovesse incontrarsi davanti al “Byron Cafè”, un bar di corso Manfredi della città dell’Arcangelo. Un appuntamento che non si è mai appurato se ci sia stato e con chi. La famiglia, già dall’inizio, escluse che il ragazzo si fosse potuto allontanare spontaneamente e che potesse continuare a non dare notizie, sapendo dello stato d’ansia in cui tutti stavano vivendo quei lunghi interminabili giorni, ore e minuti. Come pure non si spiegavano quanto si diceva in giro, cioè, che fosse stato vittima di una sorta di lupara bianca per uno “sgarro” che avrebbe potuto commettere.

Per mesi il silenzio, poi quella che sembrò essere la svolta delle indagini: due amici e coetanei di Alessandro, a seguito del ritrovamento di tracce biologiche nel garage di uno dei due, vengono sospettati di omicidio. L’unica traccia sulla quale la Procura della repubblica di Foggia e i carabinieri del centro garganico stavano lavorando fu, per mesi, quella di un coinvolgimento di due amici di Alessandro. L’ipotesi che ci fosse stato un litigio per motivi mai conosciuti e che si sarebbe concluso con l’omicidio del ragazzo, colpito, più volte, con un bastone, era ritenuta più che un’ipotesi, tant’è che vennero effettuate analisi su alcuni reperti ritrovati nel garage, in particolare su un bastone; alla madre di Alessandro e ai due presunti autori dell’omicidio venne prelevata della saliva per compararla con le tracce ematiche trovate in garage. I risultati fecero venir meno l’ipotesi accusatoria nei confronti dei due amici. La mamma di Alessandro, Rosa Guerra, si dice “Profondamente addolorata”, ma non si rassegna.

Francesco Mastropaolo

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Se ti interessa un contenuto contattaci su blog@rodigarganico.info!
Condividi il post con i tuoi amici