Ennesimo atto intimidatorio nei confronti dell’amministrazione comunale

carlo-valleseClima infuocato a Rodi Garganico dove nella notte tra domenica e lunedì è stato compiuto l’ennesimo atto intimidatorio nei confronti della massima istituzione locale. Ancora una volta ad essere preso di mira è stato il secondo cittadino della località garganica, carica attualmente ricoperta da Carlo Vallese, cui è stata profanata la tomba di famiglia.

Stamattina il politico si è recato presso la locale caserma dei carabinieri per denunciare l’accaduto. Stando a quanto si è appreso, sconosciuti hanno dapprima infranto la vetrata della cappella, poi hanno deturpato la lapide dell’anziano genitore. A terra sono stati recuperati dai carabinieri anche 2 bossoli, probabilmente di una pistola calibro 7,65.

Incredulità e sgomento, questi i sentimenti che aleggiano tra gli abitanti di Rodi Garganico, sempre più preoccupati per le sorti della propria cittadina. A smuovere le coscienze, evidentemente, non è servita neanche la marcia per la legalità organizzata da esponenti della società civile e che ha visto sfilare qualche giorno addietro cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali.

Carlo Vallese nell’esecutivo Pinto ha preso il posto dei dimissionari, Pino Veneziani, prima, e Giuseppe Tavani, poi. Veneziani è stato vittima il mese scorso di un attentato incendiario alla sua autovettura, una Opel Corsa, mentre qualche mese prima ignoti avevano cosparso di olio esausto una parete del suo stabilimento balneare.

Analoga l’esperienza politica di Tavani che, dopo aver subito alcune minacce, ha scelto di ritirarsi dall’attività amministrativa.

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