Comitato tutela Tribunale Rodi Garganico: meno di un mese alla chisura definitiva

tribunale_rodiScrivo di getto questo articolo, amareggiato da quanto sta avvenendo in danno del ns. territorio, devo dire per l’ennesima volta privato di servizi essenziali, che dovrebbero essere garantiti in uno stato di diritto, senza se e senza ma e senza “il bilancino” dei conti , se in rosso o in nero, in attivo o in passivo.

Mi riferisco alla improvvida riforma varata dal governo con il D.L.vo 155/2012, in materia di geografia Giudiziaria, che è, ormai, in fase attuativa e che, ove non intervengano colpi di reni da parte dell’esecutivo, colpirà a morte il Gargano Nord, isola felice in un sistema confuso e raffazzonato, nel senso che lo priverà definitivamente di un presidio di giustizia, la cui istituzione è pur prevista dal richiamato provvedimento normativo.

Nonostante la evidenza, infatti, per ragioni di mera forma, si sta negando al detto territorio anche di poter smaltire le pendenze civili e penali, come previsto dall’art.8 del richiamato D.L.vo, iscritte presso il Tribunale di Rodi G.co, ordinando il trasferimento dei fascicoli presso il Tribunale di Lucera. Già, avete capito bene, il Tribunale di Lucera, posizionato a 10 Km. dal Tribunale accorpante –Foggia, resterà quale “articolazione territoriale” e non il Tribunale di Rodi G.co, o anche il detto Tribunale (l’una cosa non esclude l’altra) che sicuramente vanta gli stessi titoli, se non maggiori, in ragione della distanza dal Tribunale accorpante, 120 Km., caso unico in Italia.

Questo, però, sta succedendo.

Il paradosso, almeno stando alle versioni ufficiali di tutte le istituzioni coinvolte, (consigli dell’ordine, cancellerie, Magistrati , Ministero, referenti politici e chi più ne ha più ne metta), è che nessuno vuole che ciò accada!

Il Ns. Ordine, infatti, ha deliberato in tal senso, si come l’Ordine degli avvocati di Foggia. Si è accertato che la struttura adibita a Tribunale ha i requisiti previsti dalla legge per essere utilizzata in regime di proroga (trattasi di struttura realizzata con fondi ministeriali, ne poteva essere diversamente, trattandosi di palazzo di Giustizia nato come tale, con annesso carcere).

Senonchè, in ragione di una malaccorta attestazione rilasciata dal Comune di Rodi, il consiglio Giudiziario ha, qualche mese fa, reso parere (peraltro solo consultivo) negativo ( anch’esso in maniera “malaccorta”, per non dire e/o pensare altro, atteso che la disposizione richiamata nella missiva “rimandava” alla norma richiamata dal Ministero per avere titolo) e di qua tutto il resto, fino alla richiesta del Presidente del Tribunale di Foggia, per il mantenimento solo di Lucera, quale articolazione territoriale in proroga ex art.8 d.l.vo 155/2012, fatta immediatamente dopo il deliberato del consiglio Giudiziario (anche questo fa pensare).

Ebbene, mi chiedo, appare facile apportare “correttivo” a tale situazione, anche in ragione, appunto dei deliberati successivi sopra richiamati e della attestazione resa successivamente dal comune, di sussistenza dei requisiti per l’utilizzo della struttura.
Invece no! Tutto appare immodificabile, sol perché un malaccorto funzionario ha errato in una attestazione, si trae spunto per sopprimere, senza appello, il Tribunale di Rodi G.co, unico presidio di Giustizia in un territorio come il Gargano nord, in cui i collegamenti sono di per se difficili e le distanze dal Tribunale accorpante, di per se proibitive, si ingigantiscono per la assenza di infrastrutture viarie comode. In definitiva, per andare e tornare da Foggia, in macchina, occorrono circa 4 ore! La burocrazia, il “cavilliamo” vince sulla sostanza.

Addirittura, si “evita” di avanzare richiesta di utilizzo della detta struttura, addossando colpe ad altri, rappresentando la tardività delle “pur legittime” (per detta dei ns. stessi interlocutori) ns. aspettative. Eppure, la entrata in vigore della legge è fissata per il 13 settembre 2013( vi è pertanto un altro mese di tempo) e per i provvedimenti correttivi vi è ancora un ulteriore anno di tempo!

Siamo, pertanto, nei termini! Lo dico con l’amarezza di chi sta lottando, senza per il momento raggiungere l’obiettivo, appare tutto come pianificato preventivamente. Il Tribunale di Rodi deve scomparire, pertanto non deve ottenere neanche la proroga ex art.8 D.L.vo 155/2012. Non si sa mai, provvedimenti correttivi adottati con la logica della gente comune, non cavillosa, possano intervenire, individuando come da non sopprimere definitivamente il Tribunale di Rodi G.co! E’ meglio che lo stesso non ci sia più fisicamente, non concedendo neanche la proroga ex art.8. Si evitano , così, cattivi pensieri e il dover studiare successivi provvedimenti, certamente complicati, dovendo con essi dar sostanza a “formalismi” per sovvertire quanto è nella logica delle cose, cioè il mantenimento del Tribunale di Rodi G.co come presidio di giustizia sul Gargano Nord, in via definitiva!

Si, perchè, paradossalmente (di nuovo!) i cittadini del ns. territorio , in ragione della attuale situazione, devono recarsi per le cause nuove e Foggia e per le vecchie a Lucera, raddoppiando i loro disagi per ottenere Giustizia. La situazione, pertanto, appare doppiamente peggiorata. Non parliamo, poi, dei tempi per ottenerla, almeno quadruplicati!

Il tutto, come detto, appare il “prologo” per la definitiva soppressione del ns. Tribunale che, una volta soppresso fisicamente, difficilmente potrà essere oggetto di provvedimenti correttivi. Allora, concludo, chiedo alle istituzioni tutte del Gargano Nord di continuare ad esserci vicine in questa battaglia, per evitare l’ennesimo sopruso in danno del ns. territorio, con impoverimento ulteriore dello stesso anche per l’indotto che il detto Tribunale garantisce agli operatori commerciali, soprattutto in Rodi G.co.

Chiedo allo Stato Italiano, nella sua accezione più alta ed ampia, di farci sentire “parte” della sua organizzazione, continuando a garantire l’amministrazione della Giustizia a mezzo di un presidio Giudiziario esistente sul territorio, non rinunciando alla Giurisdizione su un territorio vasto quale il Gargano nord.

Chiedo a tutti i colleghi di continuare nella mobilitazione a tutela del ns. presidio di Giustizia, parlando con la gente, facendogli capire che si tratta di un problema, sopratutto, loro, chiedo alle istituzioni ns. interlocutrici, di fare la loro parte, per mettere nelle condizioni il Ministero di fare la sua parte. Verrebbero, cosi, a cessare tutti i retro pensieri che animano la mia mente, e non solo. Allora si, solo allora, ove il Ministero non vorrà ascoltarci, potremo dire che le istituzioni locali, tutte, ci hanno sostenuto in una battaglia di civiltà, senza retro pensieri, andando alla sostanza e non fermandosi alla forma!

Avv. Domenico Afferrante
Presidente del comitato per la tutela del Tribunale di Rodi Garganico

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