Caso Gema: concluse le indagini, sette indagati

Guardia di FinanzaSi conclude con la notifica della chiusura delle indagini il caso Gema, la società di riscossione dei tributi che avrebbe indebitamente trattenuto oltre 22 milioni di euro incassati per conto di 36 comuni della Capitanata, tra i quali figura anche quello di Rodi Garganico per un importo di poco superiore ai 117 mila euro.

Nell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore, Antonio Laronga, sono coinvolte ben 7 persone tutte accusate di associazione per delinquere finalizzata al peculato, falso e reati finanziari. La somma di 22 milioni e 719mila euro indicata nell’avviso di conclusione delle indagini «rinviene dalla differenza tra l’importo delle riscossioni complessive effettuate per conto degli enti appaltanti, le somme effettivamente versate e i compensi spettanti alla Gema per l’attività di riscossione», si legge nel capo d’imputazione. Di quel denaro sei indagati (con vari ruoli e responsabilità tutte da verificare) si sarebbero appropriati «distraendoli dalla cassa e dai conti correnti intestati alla Gema per finalità non consentite, omettendo quindi il versamento alle pubbliche amministrazioni nonostante la scadenza dei termini stabiliti».

Nella giornata di domani i militari della Guardia di Finanza del capoluogo dauno, notificheranno agli stessi gli avvisi di conclusione delle indagini.

Intanto c’è anche il dramma di chi ha perso il posto di lavoro. Centotre persone da cinque mesi senza stipendio e che nonostante la cassa integrazione in deroga, prima concessa fino al 31 dicembre e poi prorogata fino al 31 marzo, non hanno visto un solo centesimo.

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