«Amministrare a Rodi oggi sta diventando un rischio grosso»

consiglio-comunaleChe stia diventando un caso non c’è dubbio; che ci sia qualcuno che abbia preso di mira gli amministratori è altrettanto vero; che non si riesca a scoprire nulla dopo le sollecitazioni dello stesso prefetto e la raffica di attentati contro esponenti della vita politica locale è un dato inconfutabile. E così a Rodi è caccia aperta a chi va in giro a seminar panico con la dote escursionistica dell’odio: ma dopo l’attentato al primo vice sindaco Pino Veneziani poi dimessosi per paura e gli spari contro l’abitazione dell’ex sindaco Carmine d’Anelli anche lui dimessosi ecco un altro gesto misterioso quanto preoccupante: atti vandalici contro la cappella di famiglia del vicesindaco (da poco subentrato proprio a Veneziani che non aveva voluto saperne più nulla per paura) di Rodi Garganico, Carlo Vallese.

Secondo quanto denunciato dallo stesso esponente politico ignoti l’altra notte sono entrati nella cappella di famiglia e hanno poi divelto e rotto tutte le vetrate e la porta di ingresso della tomba. Inoltre è stata anche sfregiata e deturpata la lapide del loculo del padre del vicesindaco. All’interno della cappella sarebbero stati trovati anche due proiettili di pistola, sembra calibro 7.65.

Carlo Vallese è stato nominato vicesindaco l’11 aprile scorso dopo le dimissioni dei due precedenti vicesindaci, Giuseppe Tavani e Pino Veneziani. Ora l’attentato – avvertimento anche a Vallese. E adesso in un clima di tensioni e paura ci si interroga su cosa possa ancora succedere; ci si chiede come mai in tre mesi non si sia riusciti ancora a fare chiarezza su una raffica di attentati e avvertimenti a amministratori della cosa pubblica. Gli appelli del prefetto, i summit e i vertici in prefettura per calmare i toni del dibattito e dare una svolta a questa storia di attentati farcita di misteri e silenzi a Rodi sembrano caduti nel vuoto.

«Amministrare a Rodi oggi sta diventando un rischio grosso», si lasciava scappare un amministratore senza aggiungere altro. Ma quelle frasi la dicevano lunga sul clima di paura che si respira in una cittadina di tremila anime dove tutti sanno tutto di tutti e dove stranamente non si riesce a venire a capo di coloro che seminano panico. Prima le scritte e l’incendio contro Veneziani, quindi gli spari contro l’abitazione del consigliere provinciale ed ex sindaco di Rodi Carmine d’Anelli, successivamente dimessosi da consigliere di minoranza in consiglio comunale, qualche mese prima l’incendio dell’autovettura dell’ex consigliere di maggioranza Michele Azzellino.

Indagano sull’accaduto i Carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano e i colleghi della Stazione di Rodi Garganico ma si brancola a tutt’oggi nel buio più fitto. «Bisogna scoprire gli autori», si grida in paese.

1 Commento

  1. Daniela Manara

    ,,spero che non lo sia a venire in vacanza !

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