UnionCamere, 2.500 le imprese guidate da stranieri in Capitanata

soldiSfiora ormai il mezzo milione di ‘effettivi’ l’armata delle imprese guidate da cittiadini stranieri. Nel 2012 questa fetta ormai strutturale del tessuto imprenditoriale italiano è cresciuta ad un ritmo del 5,8% pari a 24.329 imprese in più rispetto alla fine del 2011. Un contributo che si è rivelato determinante per mantenere in campo positivo il bilancio anagrafico di tutto il sistema imprenditoriale italiano (cresciuto, lo scorso anno, di sole 18.911 unità). Alla fine del 2012, le 477.519 imprese a guida di cittadini stranieri rappresentano pertanto il 7,8% del totale delle imprese, con punte superiori al 10% in due regioni – Toscana (11,3) e Liguria (10,1) – e in ben dodici province, tra cui spiccano Prato (23,6), Firenze (13,6) e Trieste (13,2).

Questi alcuni dei dati più significativi sulla natalità e mortalità delle imprese guidate da stranieri risultante dal Registro delle imprese, diffusi nei giorni scorsi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione statistica condotta da InfoCamere, la società di informatica delle Camere di Commercio italiane. Ed Ii dati sono incoraggianti anche per quanto riguarda la provincia di Foggia. Secondo lo studio di Unioncamere, infatti, nel 2012 le nuove imprese straniere ammontano a 204, per un totale di 2.445 aziende con proprietari dei cittadini migranti.

A livello nazionale, dunque, in termini assoluti le attività più presidiate sono quelle del commercio al dettaglio (dove le imprese a guida straniera sono 129.485) e dei lavori di costruzione specializzati (dove alla fine dello scorso anno si contavano 101.767 attività); molto distanziate le attività dei servizi di ristorazione (31.129) e il commercio all’ingrosso (29.646). In termini di incidenza percentuale, le attività guidate da immigrati sono presenti soprattutto nelle telecomunicazioni (dove sono il il 34,9%), nella confezione di articoli di abbigliamento (il 24%) e nei lavori di costruzione specializzati (il 18,9%).

Dal punto di vista della struttura organizzativa, nella grande maggioranza (385.769 imprese, l’80,8% del totale) le attività degli imprenditori immigrati sono costituite nella forma dell’impresa individuale, la più semplice, mentre le società di capitale (46.239 unità) sono il 9,7%. Comincia a diffondersi lo strumento della società cooperativa: quasi 8mila unità, cresciute lo scorso anno al ritmo dell’8,2%. Quanto alla proveninenza degli imprenditori – con riferimento le sole imprese individuali – il paese leader resta il Marocco, da cui provengono 58.555 titolari. Seguono la Cina (42.703) e l’Albania (30.475). Gli incrementi più forti registrati nel 2012 hanno riguardato in termini assoluti il Bangladesh (+3.180 imprese) e in termini relativi il Kossovo (+37,6%).

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