Tribunale di Rodi: i Sindaci del comprensorio incontrano il Prefetto

tribunale_rodi“Domani in mattinata andremo a Foggia per incontrare il prefetto o il suo vicario e siamo pronti a consegnare le simboliche dimissioni da sin­daci del territorio”. Franco Ta­vaglione primo cittadino di Pe­schici in prima linea per la battaglia del “no” alla paventata soppressione della sezione distaccata di Rodi Garganico del Tribunale di Foggia, annuncia quello che domani martedì 27 agosto faranno i sette sindaci del comprensorio impegnati in questa battaglia definita dai più di “civiltà”. Alla luce di questo annuncio quindi martedì 27- agosto potrebbe rivelarsi il “D-Day” della mobilitazione del Gargano nord, il giorno del segnale forte e chiaro che dal promontorio si alza per essere paracadutato a Roma, la capitale d’Italia, sponda Ministero.

Un messaggio di forte impatto, forse anche di disperazione, da parte di un territorio (a partire da avvocati e amministratori) stanco di essere poco considerato, stanco di subire solo tagli e di doversi ogni qualvolta arrangiare. “E poi dicono che l’arte di arrangiarsi sia tipicamente del sud. Ma se ci costringono proprio loro, i governanti, a diventare esperti in questo settore perché la storia lo insegna ci privano sempre di servizi e di tanto altro”. Ormai’ sul Gargano, tra Carpino, Ischi­tella, Rodi Garganico, Peschici, Vi­co del Gargano, Sannicandro Gar­ganico e Cagnano Varano, sono di queste tenore le considerazioni ed i ragionamenti che si ascoltano ai crocicchi delle strade. L’aria è di rivolta. Il clima (non certo quello meteo) è di mobilitazione. Stavolta si fa sul serio.

La paventata sop­pressione della sezione distaccata di Rodi già prevista con il decreto legislativo 155/2012 sta facendo ri­scoprire alle istituzioni del ter­ritorio (ma anche alla base dei cittadini) la volontà – impensabile fino a qualche anno fa – di combattere uniti, di dimostrare ca­parbietà e compattezza. Consape­voli che solo in questo modo, il governo centrale acconsentirà (è il desiderio) a rivedere il famigerato decreto legislativo numero 155 del 2012. Tra l’altro va sottolineato che l’incontro a Foggia con il prefetto di domani è il primo appunta­mento del trittico contenuto nella road map stilata per dar corpo alla protesta. Subito dopo viene Roma e poi il tour dei comizi tra i sette paesi (a partire da venerdì 30 ago­sto). “La gente deve sapere” è stata la spiegazione. “Sui palchi andre­mo a dire proprio quello che ci diranno a Roma”.

La simbolica consegna di domani delle fasce tricolori in Prefettura (il documento di dimissioni sottoscritto dai sette sindaci sarà consegnato nelle mani del Prefetto) di fatto avvia, inaugura l’iter della pro­testa. La quale esce così dai confini garganici per abbracciare quelli provinciali e nazionali. Si vuol far presto anche perché il tempo strin­ge. Nel senso che l’attuazione del decreto è vicina. L’11 settembre verranno infatti portati via da Rodi i fascicoli delle 1400 cause pen­denti. Entro il 13 settembre do­vrebbe tra l’altro anche arrivare il decreto attuativo del Governo. L’obiettivo è far si che quel decreto possa contenere il salvataggio all’ultimo minuto del tribunale di Rodi. Gli avvocati e tutti i cittadini dei comuni garganici, rappresen­tati dai propri sindaci, chiedono al Governo ed al Ministro della Giu­stizia la emissione del decreto cor­rettivo, finalizzato al mantenimen­to della sezione di Rodi Garganico o, quantomeno, che preveda l’uti­lizzo della struttura esistente per i prossimi cinque anni. Va inoltre aggiunto che la sezione di Rodi Garganico serve un territorio di­sagiato, vasto (con oltre sessanta mila abitanti), mal collegato, con presenza di criminalità comune ed organizzata e che dista oltre 125 chilometri dai tribunali circoscri­zionali.

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