Tribunale di Rodi Garganico: «la protesta monta e non è prevedibile il suo sbocco»

Il TAR per la Puglia di Bari ha respinto l’istanza di revoca proposta dal Ministero nei confronti del decreto di sospensione monocratico del giudice amministrativo: la Sezione decentrata di Rodi Garganico deve rimanere aperta e funzionante almeno fino al 3 Ottobre 2013, giorno in cui la Camera di Consiglio collegiale del TAR stabilirà se mantenere o meno la disposta misura cautelare.

Nel frattempo il Comune di Rodi Garganico ha convocato un Consiglio Comunale per deliberare sull’autonomia dalla Repubblica Italiana, compiendo il primo passo verso ulteriori iniziative volte a dare attuazione al disegno di rendere liberi, indipendenti e sovrani i territori del Gargano perché pare essersi innescato un meccanismo di reazione forte da parte di tutti verso uno Stato padrone, capace solo di imporre esose tasse, senza dare alcun servizio ai cittadini garganici.

Pronte anche le denunce:

  • contro il Governo per falso ideologico, dal momento che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 237 del 24.7.2013 ha escluso la violazione dell’art. 81 della Costituzione poiché “l’art. 1, comma 2, lett. q), della L. n. 148/2011” (la legge delega per la riforma della geografia giudiziaria) “espressamente ha previsto che dall’attuazione delle relative disposizioni non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica” e che “in attuazione di tale previsione, l’art. 10 del D. L.vo n. 155/2012 dispone che ‘dal presente provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. All’attuazione si provvede nell’ambito delle risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente’”; invece, nello stesso decreto ministeriale di attuazione dell’8.8.2013, all’art. 3, per quanto riguarda la soppressione del Tribunale di Lucera da accorparsi al Tribunale di Foggia, si afferma espressamente che l’amministrazione comunale di Lucera “è autorizzata a rendicontare le spese sostenute per il funzionamento dei locali di cui trattasi per l’ammissione al contributo statale ai sensi della L. 24.4.1941, n. 392”. Dunque, il Governo, pur essendo cosciente che fosse indispensabile affrontare nuove spese, le ha “nascoste” ed escluse nel decreto delegato, esponendo una situazione diversa da quella effettiva, così realizzando un falso funzionale ad impedire la declaratoria di incostituzionalità;
  • ancora contro il Governo che ha invitato i giudici amministrativi a non sospendere i decreti attuativi, intendendo inibire i giudici dall’esercizio della funzione giurisdizionale, stante la influenza del Governo su detto giudice, sia per gli incarichi ministeriali che per la composizione delle commissioni governative e per la nomina di un quarto dei consiglieri di Stato da parte dello stesso Governo, in palese abuso del potere che concreta l’abuso d’ufficio, gravissimo perché volto a condizionare l’esercizio terzo dell’attività giurisdizionale;
  • contro tutti coloro che non stanno dando attuazione alla misura cautelare disposta dal giudice amministrativo che impone di mantenere l’apertura della Sezione Distaccata di Rodi Garganico, come amaramente è stato constatato, anche a seguito di un avviso, datato Foggia 14.9.2013, che dispone che dal 14.9.2013 “tutti gli affari già pendenti presso le Sezioni Distaccate di Apricena e Rodi Garganico vengano trattati nel Palazzo di Giustizia di Lucera”: i cittadini non comprendono come un ordine del giudice possa essere disatteso.

“La protesta monta e non è prevedibile il suo sbocco”, dicono i referenti del Comitato, avvocati Giovanni Maggiano e Domenico Afferrante.

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