In rivolta i volontari pugliesi del 118

ambulanza 118Le Associazioni di Volontariato convenzionate con il 118 su tutto il territorio regionale lanciano l’ultimatum alla Regione: entro massimo 45 giorni dovrà definire puntualmente il futuro del sistema «SET 118», in ordine sia al coinvolgimento delle Associazioni sia al piano di assunzione dei soccorritori che dovrà essere gestito dalle Asl. «Decorso infruttuosamente questo periodo – riporta una nota – le Associazioni si chiameranno fuori dalla gestione delle postazioni loro affidate». Alla Regione le Associazioni dei volontari chiedono anche di «avviare il procedimento di riforma delle legge regionale sull’autorizzazione al trasporto e soccorso, ivi compresa la definizione del tariffario regionale per i trasporti secondari non d’urgenza, al pari di tutte le altre regioni d’Italia». Non viene esclusa una manifestazione unitaria di protesta con tutte le associazioni di volontariato operanti nell’area socio-sanitaria. Ma, soprattutto, si chiede di dare seguito all’appello lanciato dal presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna per «un confronto serio e costruttivo tra la Regione e le Associazioni convenzionate» con l’assessore al ramo Elena Gentile.

Il tema dei servizi di pronto soccorso e di assistenza territoriale è particolarmente «caldo», dopo l’omicidio della psichiatra Labriola a Bari. Ed esprime, per questo, «dolore e rabbia per gli episodi di violenza che continuano a perpetrarsi ai danni dei personale della sanità e dei servizi sociali in Puglia» il capogruppo dei Moderati e Popolari, Nicola Canonico. Per medici, infermieri, psicologi, assistenti «che svolgono una preziosissima attività nelle strutture e sui mezzi della medicina delle emergenze/urgenze e nei servizi territoriali» è come se si operasse in «una terra di nessuno». Di qui l’auspicio di «un lavoro di squadra dei rappresentanti degli Ordini e delle Associazioni professionali interessate con ll’assessorato alla Salute affinché si possa rafforzare in tali strutture, la presenza di personale adeguatamente addestrato e fornito di mezzi tali da poter far fronte a situazioni emergenziali». A proposito della scarsità di organici, anche il senatore Pdl Massimo Cassano ricorda che la Puglia vanta il triste record delle attese più lunghe nei servizi di pronto soccorso, in base all’indagine conoscitiva della Commissione Igiene e salute del Senato. «Pazienti in codice verde che stazionano in media circa 152 minuti sulle barelle delle ambulanze in attesa di essere visitati, a fronte di una media nazionale di non più di 30-40 minuti». Dall’indagine della Commissione risulta anche che «il 60% degli ospedali pugliesi non è dotato di sistemi informatici per gestire le emergenze, smistare i pazienti e quindi ridurre accessi e affollamento». Situazioni che, sottolinea, possono dar luogo all’esasperazione che degenera in violenza».

Si schiera con le Associazioni di volontariato il capogruppo del Pdl alla Regione, Ignazio Zullo, puntando l’indice sulla mancata riorganizzazione del servizio «nonostante le tante promesse dell’assessore Gentile». Vendola, dice, «attenzioni la protesta dei volontari che ci porterà ad una debàcle nell’emergenza-urgenza. Ha distrutto tutto quanto di buono è stato costruito nella sanità dal 1995 al 2005 nei processi di razionalizzazione; di tutta quell’opera è rimasto il 118 che, nonostante le tante criticità, ancora regge. Non distrugga anche quello».

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