Regione Puglia: nuovi stanziamenti per ricerca e innovazione

Regione_Puglia-StemmaOrmai quasi mezzo miliardo di euro messo sul piatto nell’ultimo decennio per sostenere, attraverso 20 bandi, le imprese nel loro percorso di riposizionamento sul mercato della globalizzazione. Le parole chiave, per ciascuna di queste imprese, sono due: innovazione e ricerca. «Perché solo attraverso innovazione e ricerca – commenta l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone – si può reggere la concorrenza dei cosiddetti mercati rampanti». Ed è su innovazione e ricerca, ma con un livello di specializzazione e di dettaglio mai raggiunto prima, che si basa il bando aperto ufficialmente il 15 luglio.

Si chiama «Passepartout SmartPuglia» e replica, migliorandolo, il bando dello scorso anno che ha coinvolto un centinaio di imprese, anche piccole e piccolissime. Stavolta, con una dotazione leggermente inferiore (6 milioni invece che gli 8 del 2012), si conta di raggiungerne 150, consentendo la liberazione di risorse private nella misura del doppio, ovvero 12 milioni. E chissà che il bando non possa riscuotere così tanto successo da essere «integrato» con altri fondi.

Le novità di Passepartout rispetto all’edizione 2012 sono state «cucite» addosso alle esigenze delle imprese, ascoltando e accogliendo i loro suggerimenti. Queste le principali novità: le imprese beneficiarie possono raggrupparsi anche in ATI (non solo Reti e Consorzi); ci sarà una premialità di 5 punti per ogni nuovo assunto con contratto a tempo indeterminato o determinato nelle aree tecniche dell’impresa, nel caso di contratti a tempo determinato il contratto deve avere durata minima di 24 mesi; è più larga la platea dei fornitori “ammissibili” grazie alla riduzione da 3 a 2 anni del periodo minimo di attività e l’esperienza del personale coinvolto; passa dal 20 al 40% la quota di risorse riservata ai progetti “coerenti” con il Piano di sviluppo dei Distretti produttivi regionali pugliesi; il punteggio minimo di ammissibilità è sceso da 70 a 50 per tre delle sei tipologie di servizi previste (servizi di supporto all’innovazione di prodotto nella fase di concetto, servizi tecnici di progettazione per l’innovazione di prodotto o di processo produttivo, studi di fattibilità).

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