Quando la chiusura di un Tribunale da parte dei politici è un attentato alla democrazia

protesta-tribunale-rodi-10Allorché un sistema di governo è esercitato attraverso la sovranità del popolo, sia in forma diretta che indiretta, quel sistema dicesi democratico.

Se io ed un’altra persona si può essere considerati uguali e si può esprimere senza timore le nostre idee, vuol dire che viviamo in un sistema democratico, e il principio è uno dei cardini di ogni sistema civile. Se posso protestare contro gli altri quando la mia sovranità di componente del popolo è minata da leggi ingiuste ovvero poco rispettose, tu che indirettamente mi rappresenti devi tener conto del mio dissenso e, se non lo farai, delle due l’una: o sei un folle o la sovranità che indirettamente ti ho attribuito ti ha dato alla testa e hai pensato che la democrazia può essere solo una tua concessione, quando e come vorrai.

Non puoi, tu politico che mi rappresenti, non sapere che non è democrazia quello di cui adesso parlo. Non è democrazia la burocrazia impastata da regole che neanche l’acido muriatico può sciogliere, e non lo è il potere illimitato ai concessionari dei pubblici servizi – penso all’energia elettrica e ai servizi di telefonia, fissa o mobile -, ché se hai un problema devi callcenterizzarti per ore, in attesa che una persona che neanche parla bene l’italiano, perché la mano d’opera, o meglio, la voce d’opera, costa di meno se non è comunitaria, ti dica che “consideriamo la sua telefonata come un reclamo e le faremo sapere”. Le faremo sapere. Ma cosa mi farai sapere? Cosa!

E che dire dell’ informazione pilotata dalla TV di Stato che quando c’è una tragedia va in brodo di giuggiole, perché il popolo che esercita la sovranità non presterà attenzione alle malefatte di coloro che indirettamente governano in nome del popolo italiano. Si costringe quindi, il popolo, a non dormire sonni tranquilli poiché esso non vedrà l’ora di andare in un ufficio pubblico per il disbrigo di una pratica, per poi trascorrervi giornate intere, bivaccando come in un una gita fuori porta.

Costringi tutti, tu governo, che sei “io e gli altri del popolo”, ad alzarci con il solo proposito di fare una telefonata ad un call center per tentare di risolvere il problema della bolletta sproporzionata che hanno inviato. E’ deprimente sentire rispondere la voce automatica: “le linee sono momentaneamente occupate. La preghiamo di attendere. Il tempo stimato di attesa è di sei/sette mesi. Resti in linea, per non perdere la priorità acquisita.” Priorità! Ma quale priorità! Meno male che il sottofondo musicale è il Bolero di Ravel. Però, sette mesi di Bolero di Ravel fiaccherebbero chiunque!

Cambiate ogni tanto, no! Io, personalmente, ho visto gente invecchiare con la cornetta in mano per non perdere la priorità acquisita e intonare, come fosse una litania, quel motivo. Tu, mio Governo, che sei “io e gli altri”, non puoi dirmi che questi non sono i parametri per stabilire la civiltà di una nazione. Ah, sì, questa è civiltà? Questa è democrazia? E va bene, diciamo che tu, Governo, che sei “io e gli altri”, possa aver ragione sul punto (ma neanche un po’!), può dirsi esistere la democrazia quando tu, che sei “io e gli altri”, decidi che un Tribunale, come quello di Rodi Garganico, deve essere accorpato a quello di Foggia, costringendo gli utenti e gli avvocati a trasferte quotidiane che farebbero impallidire Marco Polo? Tu, che sei “io e gli altri”, ma dove vivi?

Che brutto che è il Bel Paese!

Firmato. Uno del Popolo (che si credeva) sovrano.

1 Commento

  1. Santa Picazio

    Sono con voi…non condivido, infatti, che decisioni di tale importanza siano operate per protocolli decisi a distanza !

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