Legge di stabilità: soldi a rischio per il Sud

sud-italia-isoleCome avere cento miliardi e non poterli o volerli spendere. Forse la sintesi è un po’ forzata, ma analizzando le tesi che Confindustria ha portato nel corso dell’audizione al Senato sulla Legge di stabilità la sostanza dei fatti è questa. E l’aspetto più inquietante è che buona parte di questa enorma massa di danaro sarebbe destinata al Mezzogiorno. Il tema è l’utilizzo dei Fondi strutturali europei e il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. I Fondi strutturali garantiscono più di 29 miliardi di cui 20 per il Sud; il Fondo di Coesione è l’equivalente del «vecchio» Fas, risorse nazionali per 58 miliardi da spendere nel periodo 2014-2020 per l’80% nel Sud. Alessandro Laterza, vicepresidente Confindustria con delega per il Mezzogiorno non nasconde le sue preoccupazioni per le insidie nascosta nella Legge di stabilità a proposito di questi stanziamenti.

Cominciamo dai fondi europei: dov’è il rischio? «Il Fondo strutturale si attiva con il cofinanziamento coperto dal bilancio nazionale. Ma mentre nel corso del 2013 le Regioni hanno potuto sforare il patto di stabilità, per il 2014 la Legge di stabilità consente uno sforamento di solo un miliardo e secondo Confindustria ci vorrebbero almeno due miliardi di copertura».

Insomma, l’Ue prevede uno stanziamento ma le Regioni non possono ottenerlo perché non sono autorizzate a spenderlo. Non è una contraddizione? «La contraddizione sta nel sollecitare una spesa ma allo stesso tempo impedirla. In attesa di risolvere la questione a monte sarebbe auspicabile un sostegno allo sforamento del patto di stabilità per consentire l’utilizzo dei soldi europei».

Di quanti soldi parliamo? «I 29 miliardi dell’Ue se attivati per intero diventano 48 con il cofinanziamento nazionale».

E il Fondo di Coesione prevede altri 55 miliardi di cui l’80% destinato al Sud. Nemmeno su questi ci sono buone notizie? «Sulla carta per il periodo 2014-2020 ci sono 55 miliardi ma intanto la Legge di stabilità dice che si potrà impiegare un miliardo e mezzo per 2014, 2015 e 2016 e poi niente altro. E’ preoccupante e grave che non si dica quanto si può impiegare negli anni successivi. Se le Regioni non sanno quanto possono spendere non possono neppure programmare».

Gianfranco Summo

1 Commento

  1. Domenico Summa

    è sempre stato così da 153 anni a questa parte, ci hanno tolto tutto, anche la memoria

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Se ti interessa un contenuto contattaci su blog@rodigarganico.info!
Condividi il post con i tuoi amici