Le ultime speranze per non chiudere le sezioni giudiziarie

giustiziaSi apre uno spiraglio dopo il decreto del Governo Monti che ha cancellato decine di Tribunali (compreso quello di Lucera) e tutte le sezioni distaccate. A dipanare la classica matassa, dopo i tanti ricorsi avanzati da Comuni e associazioni forensi sarà la Corte Costituzionale che l’8 ottobre si pronuncerà sulla richiesta di alcune Regioni che hanno contestata la decisione del Governo ritenendola anticostituzionale.

Il Governo Monti non ha fatto altro che dare seguito ad un decreto legislativo del 2011 in materia di riorganizzazione della geografia giudiziaria. Che poi abbia avuto la mano pesante è un dato oggettivo, non avendo proceduto – si lamenta da più parti – ad una iniziale e attenta valutazione sulla distribuzione territoriale di tribunali e sezioni distaccate. Il provvedimento ha disposto la soppressione delle sezioni distaccate di tutti i Tribunali, tra cui anche quella di Rodi Garganico, che penalizza i cittadini dei Comuni di Peschici, Vico del Gargano, Rodi Garganico, Carpino, Cagnano Varano e San Nicandro Garganico.

E’ stato istituito anche un comitato per la difesa del presidio giudiziario di Rodi Garganico al fine di adottare ogni iniziativa utile per tentare di ottenere il mantenimento del Tribunale e dell’ufficio del giudice di pace del centro garganico (quest’ultimo si può salvare se le amministrazioni comunali si fanno carico delle spese). Il taglio del Tribunale di Lucera e delle sezioni distaccate è particolarmente avvertito sul Gargano vista la distanza dal Tribunale di Foggia, con conseguenti disagi per i cittadini. Al momento dei tagli si sarebbe dovuto considerata – viene rimarcato – anche l’orografia del Gargano nord, particolarissima sotto ogni profilo.

L’invito al Governo che parte da amministrazioni comunali e associazioni garganiche è quello di riconsiderare la situazione (ma chiaramente non è che si può salvare una sola sezione distaccata in tutta Italia) che tenga conto del «peso» degli uffici giudiziari del territorio. Fronte comune quindi da parte delle istituzioni locali che stanno cercando la strada percorribile per evitare che, ancora una volta, il Gargano nord possa pagare tagli indiscriminati in termini di servizi essenziali tra i quali c’è quello della Giustizia. L’ultimo speranza adesso è legata alla decisione della Consulta.

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