Il tribunale di Lucera chiuderà entro due anni: il nuovo decreto blocca le speranze

tribunale-luceraPer i tribunali soppressi dal decreto legislativo 155 del 2012, non ci sarà l’auspicata proroga di 5 anni per i carichi pendenti civili e penali. Rappresenta infatti una smentita clamorosa delle speranzose indiscrezioni mediatiche circolate in questi giorni il decreto ministeriale sulla riforma geografica della giustizia varato ieri dal ministro Cancellieri che entrerà in vigore dal prossimo 14 settembre. Una proroga di soli due anni ed esclusivamente per ciò che riguarda i carichi pendenti in sede civile è stata concessa al Tribunale di Lucera, così come alle sedi giudiziarie di Alba, Bassano del Grappa, Pinerolo, Vigevano, Chiavari, San Remo e Rossano (quest’ultimo potrà smaltire nei prossimi due anni anche i carichi giudiziari penali). Al termine di questo periodo di proroga i tribunali interessati dal decreto chiuderanno i battenti.

Per ciò che riguarda la sede giudiziaria di Lucera, dunque, a partire dal 14 settembre i faldoni dei procedimenti penali verranno trasferiti nella sede accorpante di Foggia, dove verranno portati a definizione i relativi processi.

Immediato allora lo stato di agitazione dell’Ordine degli avvocati di Lucera e del Comitato locale contro la chiusura della sede giudiziaria per quello che viene definito “un aberrante decreto ministeriale”. Stamattina, allora, presso la Sala consiglio dell’Ordine forense del tribunale lucerino si è svolta una conferenza stampa per discutere gli effetti del provvedimento e annunciare nuove forme di protesta.

Immediato anche il commento stizzito del senatore Lucio Tarquinio: “E’ inammissibile e inaccettabile – dichiara il parlamentare foggiano – il decreto che ridisegna la geografia giudiziaria. La soppressione di tribunali importanti come quello di Lucera, che si trovano in aree particolarmente sensibili per la presenza di organizzazioni criminali, deve essere assolutamente evitata. Il Guardasigilli, dimostrandosi sordo ad ogni richiesta, continua imperterrito ad ignorare i numerosi ordini del giorno che sono stati approvati al Senato e alla Camera (a inizio agosto ndr) e che la invitavano a rivedere per sei tribunali le precedenti decisioni. Faccio appello dunque al presidente Letta – conclude Tarquinio – affinché segua con attenzione l’evolversi di questa vicenda e sollecito il presidente del Senato, Piero Grasso, ad intervenire immediatamente per fermare un vulnus così grave nei confronti della volontà dell’Assemblea”.

1 Commento

  1. Michele Angelicchio

    …ora mi aspetto le dimissioni dei Sindaci. Da uomini di parola non opporranno resistenza…

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