Il tribunale ed il cerchiobottismo delle larghe intese

tribunale_rodiSono convinto che i sindaci che hanno presentato le dimissioni sull’ara del tribunale sono persone di parola, convinti, seri, affidabili e tosti; di questi tempi una vera rarità.

Il Gargano, quindi, inizia ad entrare nella normalità. Se il tribunale di Lucera e la sezione distaccata di Rodi Garganico, verrànno soppressi le fasce tricolore resteranno nelle mani di un viceprefetto che potrà arredare uno degli austeri uffici della Prefettura di Foggia, incorniciando le foto dei dimissionari.

Gli avvocati del distretto giudiziario, in via di soppressione, stanno conducendo una santa battaglia per garantire un servizio primario alla popolazione del Gargano: la domanda di Giustizia garantita a tutti in uno Stato di diritto. Il corteo dell’altro giorno è stato prodigo e ridondante di premesse e promesse ma scarso, secondo alcuni partecipanti, di risultati concreti. Ora ci si attacca, come ultimo appiglio, alle dichiarazioni della Guardasigilli, Anna Maria Cancellieri, la quale dalle pagine del Sole 24 Ore si dice possibilista sull’ipotesi di non chiudere piccoli uffici giudiziari almeno nelle zone ad alto tasso di criminalità.

Queste dichiarazioni se cadessero in un ambito di politica seria, sana, di buona politica, potrebbero aprire spazi di confronto serio e fruttuoso. Ma cadono in un ambiente politico di scarsa affidabilità, dove le posizioni cangianti e cerchiobottiste sono il pane quotidiano e in materia di rischi criminali le opinioni mutano per luogo e colore politico. Ricordo ancora i ragli d’asino saliti al cielo quando il governatore di Puglia, Nichi Vendola, dichiarò di tenere alta l’attenzione non solo sulle faide familiari, ma soprattutto sulle ombre della mafia in giacca e cravatta.

Alcuni impresentabili ragliarono anche a Vico del Gargano. Oppure sulla sottovalutazione dei pacati ragionamenti del Procuratore Capo di Lucera, Domenico Seccia, il quale racconta che:” la posta in gioco che ha determinato quella lunga catena di omicidi non è solo l’onore da difendere in modo primitivo, ma il potere sul territorio”. Apriti cielo dei cerchiobottisti e dei partecipanti alle Larghe Intese:” si parla contro il Gargano; si vuole distruggere il turismo; si offendono i benpensanti e le persone perbene, ecc, ecc. “

Il copione si ripete poco tempo dopo con le dichiarazioni di Roberto Saviano sulla presenza mafiosa in Lombardia. Ora quale opinione ne trarrà la Cancellieri, se si occuperà del Gargano e del tribunale di Lucera, di fronte al variopinto quadro. Il Gargano è quell’isola felice di santi, processioni e turismo, illibato e purificato dalla politica locale, oppure si tratta di un territorio ad alto rischio mafioso che dev’essere tenuto d’occhio.

A questa domanda la politica locale non darà mai una risposta. Se posso permettermi di inviare un consiglio ai miei cari amici avvocati:” conducete pure la vostra sacrosanta battaglia in sintonia con l’opinione pubblica, ma non fatevi vedere in giro con i cerchiobottisti nostrani. Questi non manterranno la parola, ne sono certo. Le dimissioni sono solo simboliche.

Michele Apollonio

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