Halloween, la festa per superare le paure

Halloween Parrocchia San NicolaPer il terzo anno consecutivo, il parroco della chiesa Madre di San Nicola di Mira don Michele Pio Cardone ed i suoi catechisti organizzano una festa con tutte le famiglie la sera del 31 Ottobre in occasione di Halloween, per trasformare in un’occasione di catechesi la festa da molti ambienti ecclesiastici osteggiata e addirittura considerata satanica. L’invito è giunto alle famiglie con questa lettera:

“Carissimi genitori, chi di voi non ha mai sentito parlare della notte di Halloween? Si tratta di una celebrazione molto radicata nella cultura americana ed in quella anglo-sassone in generale, ma da diversi anni a questa parte pure l’Italia ha accolto, a modo suo, questa preziosa occasione per dar libero sfogo alle più macabre e divertenti fantasie. Per certi versi, potremmo assimilare Halloween al nostro Carnevale. Ed è proprio per questo che i giovani e giovanissimi adorano tale festività, la quale offre tra l’altro un’ottima occasione per sfogare e trasformare in gioco tutte le paure più o meno coscienti che ribollono nelle profondità della mente.

Molti dei ragazzi di Rodi Garganico da alcuni anni si organizzano per festeggiare Halloween. Per noi cristiani 31 di ottobre è la vigilia di Ognissanti ed è per questo motivo che insieme alle catechiste vi invitiamo a vivere cristianamente questo giorno partecipando ad una festa organizzata dalla Parrocchia Chiesa Madre di san Nicola dove tutti potranno venire travestiti: ci saranno giochi, dolcetti, scherzetti, ma anche una piccola catechesi sui giorni 1 e 2 novembre “TUTTI I SANTI” e “COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI”.

Halloween oggi è una festività dedicata soprattutto ai bambini: una notte di strani incontri, in cui streghe, scheletri, zingari, diavoli e indovini si aggirano muniti di lanterne, ceste e campanelli. Noi come cristiani non abbiamo paura di questa festa. I cristiani non devono vivere nella paura. Molti parlano di questo giorno come un giorno di Satana e del male e allora Gesù non ha reso santi tutti i giorni dell’anno? I costumi di Halloween in se stessi hanno un’importante funzione, che è quella di esorcizzare le paure più arcaiche. I bambini, in questo giorno, hanno infatti la possibilità di travestirsi “terrorizzando” gli adulti, che, a loro volta, sono costretti a essere tolleranti con i bambini.

Durante la notte di Halloween non viene punito neppure quello che è considerato lo “scherzo” più fastidioso. Durante questa notte gli esseri spaventosi, che popolano i nostri sogni: i fantasmi, l’uomo nero, gli animali feroci, vengono messi allo scoperto e i bambini ne assumono le sembianze scacciando via in questo modo le paure e le ansie. Assumendo connotati terrificanti, infatti, si calano in una situazione nella quale possono inconsapevolmente prendere in considerazione la morte di se stessi. Così il “dramma” viene messo in scena, portato alla luce in una bizzarra notte di espiazione. Da un punto di vista psicologico questo significa la possibilità di depotenziare certe paure, ma nello stesso tempo, questo comportamento implica anche confrontarsi con i problemi che prima o poi entreranno a far parte della cultura delle persone adulte. In ultima analisi, tutti i giochi dei bambini anticipano quello che succederà da grandi. La paura è un sentimento comune a tutte le persone. Nessuno ne è indenne. Qualche volta si manifesta prepotentemente al punto da paralizzarci. Altre volte è mascherata, nascosta o addirittura negata. Ma che cos’è la paura?

E’ un nostro limite che cerchiamo di ignorare, ma col quale ci confrontiamo continuamente, nella vita di tutti i giorni, sia che si tratti di timori individuali sia che si tratti di timori collettivi.

Per liberarci da questa paura reale, ricorriamo a un suo sostituto teatrale, artificioso, volutamente ideato e messo in scena a questo scopo. I festeggiamenti per la notte di Halloween ne sono un esempio. Il connotato specifico della festa di Halloween va dunque al cuore del problema, che in linea generale, tende ad essere dimenticato dalla maggior parte della gente. L’abbigliamento dei bambini in questa circostanza ha la funzione inoltre di attenuare la loro paura degli adulti. Vi aspettiamo numerosi dalle ore 17.00″.

il parroco
don Michele Pio Cardone
e i catechisti

5 commenti

  1. Vincenza Annibale

    Che tristezza voler festeggiare una festa anglosassone( ancora colonizzazione culturale) e non dare spazio alle tradizioni della nostra terra! Ricordo, quando ancora abitavo a Rodi , che quelle che io chiamavo zie mi facevano trovare un calza con dolciumi vari che asserivano portati dai defunti che per una notte tornavano sulla terra… Ero piccola per ricordare ogni particolare ma anche noi abbiamo delle tradizioni ahimè soppiantate dalla globalizzazione…

  2. e una cosa vergognosa che un prete si presti ha fare cose (sataniche)visto che la chiesa e lontana anni luce da queste stupidagini

  3. carissimo gianfranco forse non hai letto la lettera o peggio ancora non hai capito il senso……cercare di far capire a bambini piccoli che questa non e’ una festa satanica se la si vive con gioia e allegria significa farli crescere con la consapevolezza di poter trasformare il male in bene,le tenebre in luce ecco quale’ il senso di festeggiare in chiesa hallowen.I tempi stanno cambiando e la chiesa deve insegnare a combattere il male ,a reagire e non a chiudersi in casa e aspettare che il 31 ottobre passi,e quale modo migliore di ballare giocare cantare mangiare dolci e ridere per far capire ai bambini che hallowen non e’ una festa satanica se la si vive con gioia e allegria….e non mettergli paura.Dio ha creato questo giorno,come tutti gli altri giorni e noi cristiani siamo tenuti a viverlo nel miglior modo possibile ribaltando il male in bene,solo cosi’ si distrugge satana……….

  4. Don Michele Pio ha ragione. Bando alla paura (di che?), diamo spazio ai bambini, alla loro voglia di fare festa, non demonizziamo qualunque cosa in un’atmosfera da caccia alle streghe che ha fatto ormai il suo tempo.
    Dove ci sono sorrisi sinceri e gioiosi e occhi limpidi non ci può essere che bene.
    Facciamo crescere queste creature senza paure medievali e senza senso, senza repressioni inutili che creano solo adulti timorosi e sospettosi nei confronti del prossimo.
    A me non fanno paura le mascherine, fa paura chi vede il male ovunque, perchè vedendolo lo crea.
    A me è piaciuto aprire la porta ad uno zombie alto un metro che “minacciava” uno scherzetto, mi ha fatto sentire co-responsabile della sua gioia, della gioia dei bambini che in quel momento chiedevano la mia partecipazione alla loro festa. E’ stato un bello scambio, è stato come giocare con loro.
    Non mettiamo catene alla spontaneità bella e pulita dei bambini, non demonizziamo i loro gesti giocosi, non si può etichettare tutto come peccaminoso, così si creano solo adulti che giudicano gli altri e che puntano il dito.
    Evviva i bambini e la loro allegria.
    Potessimo essere tutti sempre come loro!

  5. Dimenticavo: quanto al ripetere continuamente che non sia una nostra festa e che importiamo tradizioni altrui.
    A parte che lo scambio culturale e l’apertura ad altre tradizioni non è assolutamente una cosa da evitare, anzi… Peraltro è inevitabile e accade dall’inizio dei tempi dell’uomo.
    Ma vorrei ricordare, laddove ce ne fosse bisogno, che contiamo “arabo”, vestiamo cinese, mangiamo messicano, vediamo format televisivi americani, beviamo the cinese, gustiamo birra tedesca e vini francesi, parliamo inglese, se un americano non ci avesse inventato facebook queste discussioni neanche potremmo farle e poi il “problema” è Halloween?
    Ma con tutti gli orrori che ogni giorno accadono nel mondo, si spendono fiumi di parole per la festa di una sera…
    Non c’è cosa più “demoniaca” dell’ignoranza e della superstizione. Fanno molte vittime.

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