Gino Lisa, altri 2 mesi per l’allungamento della pista

jetIl sopralluogo è andato «molto bene». I tecnici del ministero dell’Ambiente e di Enac hanno preso atto per la prima volta dello stato dei luoghi dell’aeroporto foggiano direttamente, senza carteggi nè intermediari. Alla fine del giro in auto lungo il sedime aeroportuale e sulla pista che si vuole allungare a 2mila metri (1800 utilizzabili), il presidente della commissione nazionale di Via non ha espresso giudizi poichè non era questa la sede nè avrebbe potuto farlo. «Ci mancano alcuni riscontri», ha dichiarato. Più tardi si è appreso che la commissione nazionale per la Valutazione d’impatto ambientale tornerà a riunirsi sul Gino Lisa, ma questa volta a Roma, «il mese prossimo» e che per l’approvazione definitiva dell’allungamento ci vorrà qualche altro mese, probabilmente un paio secondo la voce raccolta ieri.

La giornata per il Gino Lisa è stata in ogni caso proficua, innanzitutto perchè è servita a smascherare gli equivoci che purtroppo continuano a sussistere su un’opera simile alla tela di Penelope: c’è sempre qualcuno che cerca di raggomitolare i fili. Cominciamo dai piani edilizi su housing sociale e «Gozzini » (le case dei militari): l’Enac (l’ente nazionale aviazione civile) vuole che scompaiano del tutto dalla fascia A (millecinquecento metri dagli strip, ovvero i margini della nuova pista). A quanto pare, invece, i piani resistono almeno nella fantasia di taluni costruttori e, par di capire, su questa promessa che non potrà essere mantenuta dal Comune si giocherà la complessa partita degli espropri, appena cominciata con il ricorso al Tar di due proprietari di fondo e di un’impresa edile. La questione è complessa e forse non è un caso che il Comune ieri non sia stato invitato al sopralluogo del ministero. «Non era prevista la sua presenza, è questa la prassi», si è giustificato così l’ingegner Antonio Bruno responsabile del procedimento di Aeroporti di Puglia. Ma l’assessore all’Urbanistica, Augusto Marasco, si è presentato lo stesso: «Ho chiesto al presidente Calzolari il coinvolgimento più diretto del Comune nel procedimento, la richiesta è stata accolta: d’ora in poi, mi ha detto, saremo presenti a tutte le riunioni della commissione di Via».

Marasco ha rappresentato l’esigenza di approvare «in tempi ristretti» la variante al Piano tratturi e il piano di rischio aeroportuale. «Sul primo punto – dice l’assessore – non possiamo convocare il consiglio comunale se prima non esprimono un parere le Soprintendenze ai beni archeologici e ai beni paesaggistici. Quanto al piano di rischio lo stiamo elaborando in contatto con Enac: attendiamo anzi di fare un ulteriore aggiornamento». Ieri in commissione era presente anche l’ingegner Pandolfi di Enac che però non ha rilasciato dichiarazioni. L’obiettivo della commissione di Via nazionale è quello ora di radunare tutti questi pareri e di creare una sorta di cabina di regia anche per evitare fraintendimenti e fughe in avanti. Come quella della commissione regionale di Via che, dopo aver approvato l’allungamento a settembre, chiede ora ad Adp l’elaborazione di un prospetto costi-benefici che in epoca di spending review suona come una giustificazione postuma.

Massimo Levantaci

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