Geografia giudiziaria, la Cassazione dichiara l’ammissibilità del referendum

giustiziaLa Cassazione ha dichiarato l’ammissibilità del referendum chiesto da nove Consigli regionali per abrogare la riforma della geografia giudiziaria che ha tagliato mille tribunali, tra cui anche quello di Lucera con le sue sezioni distaccate di Rodi Garganico ed Apricena. Grande la soddisfazione da parte di chi ha sostenuto la proposta.

Tra i primi ad intervenire il Consigliere Pdl regionale del Lazio, Giuseppe Simeone: “L’attuazione del decreto, come abbiamo denunciato più volte, sta creando storture nella gestione stessa del settore giustizia creando di fatto un disservizio in termini di efficienza ai cittadini. Inoltre il decreto ha comportato una inaccettabile eliminazione di presidi di legalità e democrazia in aree a rischio infiltrazioni e criminalità. La decisione della Cassazione – conclude Simeone – dimostra, come abbiamo sempre sostenuto, che i tagli lineari in settori delicati come la giustizia e la sanità non producono risparmi ma solo aggravi di spesa e nuovi costi ai danni della comunità e dei territori”.

Il referendum contro la nuova geografia giudiziaria è il primo, nella storia repubblicana, che viene proposto attraverso l’iniziativa delle Regioni. L’articolo 75 della Costituzione prevede infatti che proposte di referendum possono essere presentate con 500mila sottoscrizioni raccolte tra i cittadini, oppure su istanza di almeno 5 Consigli regionali. A rivolgersi alla Cassazione erano stati, a seguito di apposite delibere, i Consigli regionali di Puglia, Calabria, Basilicata, Friuli, Piemonte, Abruzzo, Liguria, Campania e Marche.

Ora la parola passa alla Corte costituzionale, per l’ulteriore vaglio del quesito.

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