GalGargano: 5 milioni per turismo e agricoltura

gal-garganoAmmontano a circa 5 milioni di euro le risorse pubbliche del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 che il GalGargano ha approvato e messo a disposizione delle aziende del territorio a sostegno dello sviluppo integrato del promontorio. Si tratta più o meno dell’80% della dotazione disponibile per le imprese dei 14 comuni di riferimento per sviluppare progetti finalizzati a favorire la diversificazione del reddito agricolo. Sono le misure che, con le diverse azioni, finanziano interventi in materia di turismo, servizi alla popolazione, commercializzazione e promozione delle produzioni tipiche, sviluppo di microimprese.

Sono circa 80 le aziende che ad oggi hanno avuto approvata la pratica di finanziamento. Contributi che, pur in un momento delicato per il sistema economico provinciale, hanno prodotto una ricaduta in termini di investimento complessivo sul Gargano pari a quasi 10 milioni. I contributi, infatti, prevedono una quota di cofinanziamento privato da parte dei beneficiati pari al 50% dell’importo complessivo. Risultati importanti che sono stati raggiunti nonostante alcuni beneficiari (16), con la crisi in corso, si sono visti costretti a rinunciare all’investimento approvato.

Per il presidente del Gal Gargano, Francesco Schiavone «i risultati raggiunti sono abbastanza soddisfacenti. È chiaro che si può sempre fare meglio, ma bisogna tener conto delle difficoltà e dei vincoli che i Gal devono osservare nella loro operatività. Si consideri che – prosegue Schiavone – alcuni bandi devono ancora essere pubblicati. In altri casi invece – penso per esempio agli interventi a sostegno del piccolo commercio e dell’artigianato – abbiamo scontato il prezzo della crisi dei consumi, non preventivabile in fase di programmazione, che ha frenato i possibili investitori. Ora – prosegue il presidente del Gal Gargano – lavoreremo con le risorse direttamente a disposizione del Gal per amplificare e mettere a sistema il lavoro e gli investimenti fatti dalle singole aziende. Ma dobbiamo già impegnarci ad individuare percorsi condivisi per la prossima programmazione ormai alle porte. Con la speranza che vi sia per i territori la possibilità di individuare progetti di sviluppo più in linea con le proprie peculiarità e vocazioni».

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