Fuga di altri giudici dal Tribunale morente

tribunale-luceraProsegue l’emorragia di magistrati dal tribunale di Lucera, per il quale il governo Monti ha previsto, assieme ad altre decine di tribunali non provinciali e 220 sedi giudiziarie distaccate, la soppressione nell’ambito di un piano nazionale della geografia giudiziaria italiana. Altri due magistrati infatti hanno recentemente lasciato la sede di Lucera sul cui futuro ci sono al momento più ombre che luci, per trasferirsi in altri tribunali a loro graditi, prima di essere costretti a traslocare in fretta e furia per la definitiva chiusura del tribunale di Lucera. Il numero di magistrati, in realtà già basso perché il tribunale era sotto organico negli anni passati a causa della sostanziale penuria di magistrati in tutta Italia dovuta alle “attenzioni” non sempre benevoli dei governi di diverso colore succedutisi alla guida del paese, è sceso così ancora più giù. Il rischio paralisi delle attività giudiziarie però non c’è ancora, salvo una, ovviamente non auspicabile, migrazione in massa di magistrati verso altre sedi.

Dopo l’ubriacatura di promesse in campagna elettorale – con le rassicurazioni sul futuro del tribunale fatte da big della politica nazionale come Anna Finocchiaro del Pd e Angelo Cesa dell’Udc nonché la levata di scudi del Pdl, che sul tribunale organizzò un convegno al quale avrebbero dovuto partecipare Raffaele Fitto e Tonio Leone, salvo poi annullarlo senza comunicare alcunché – sul tribunale è calato di nuovo un velo di silenzio, complice la complicata situazione politica e le difficoltà di creare un governo dopo il risultato elettorale consegnato lo scorso febbraio dalle urne. Nella parte del programma del Pd relativa alla giustizia per il tribunale di Lucera arrivavano notizie positive, per il presidio di piazza San Francesco era previsto il salvataggio assieme ad altri quattro tribunali per i quali le commissioni parlamentari giustizia si erano espresse per la non cancellazione, parere ignorato dal ministro guardasigilli Paola Severino che era andato avanti come un caterpillar cancellando tutto quanto era possibile senza preoccuparsi delle conseguenze che tale drastico provvedimento potrebbe avere sulla qualità dell’amministrazione della giustizia, e quindi sulla qualità della vita dei cittadini che vorrebbero processi dalla durata non eccessivamente lunga, per usare un eufemismo.

A prevalere però in questa situazione è sostanzialmente un pessimismo di fondo, quasi che si attenda nei prossimi mesi quello che da molti è ritenuto l’inevitabile, salvo vittorie a sorpresa nei ricorsi contro la soppressione che pure sono stati avviati. Con un’estensione di 2.812 km quadrati ed una media di 13.722 cause sopravvenienti all’anno in pratica quello di Lucera è il più importante tribunale non provinciale cancellato, laddove sono stati salvati tribunali come quello di Larino con 1.375 km quadrati di estensione e 4.634 cause sopravvenienti all’anno in virtù del principio di avere tre tribunali per ogni corte d’Appello, principio che ha sfavorito il tribunale di Lucera. A meno che non venga accolta la proposta dell’associazione di don Luigi Ciotti “Libera” che ha proposto la creazione della corte d’Appello anche a Foggia, il che salverebbe il tribunale di Lucera e consentirebbe un salto di qualità in positivo, e non in negativo come quello previsto con le cancellazioni del tribunale di Lucera e di sei sedi distaccate, per la Capitanata

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