Dalla Puglia la guerra ai «compro oro»

negozi-compro-oroIl presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, ha accolto immediatamente la disponibilità di orefici e Camera di commercio ad aprire un tavolo di confronto sulla esponenziale diffusione di negozi «compro-oro» in un momento di crisi economica, che induce sempre più persone in una condizione di bisogno. I membri dell’Ufficio di Presidenza (i vicepresidenti Maniglio e Marmo e i segretari Caroppo e Longo) incontreranno il presidente nazionale di Federpreziosi-Confcommercio, Giuseppe Aquilino, barese, e il presidente della Camera di Commercio di Bari e dell’Unioncamere Puglia, Alessandro Ambrosi mercoledì 8 gennaio.

Introna ha voluto questo confronto per strutturare quella che si profila, nel suo intendimento, come una vera e propria campagna per la difesa «dei soggetti più fragili e dei patrimoni familiari».

«Non solo ringraziamo Federpreziosi e Unioncamere – spiega Introna – per l’adesione alla campagna del Consiglio regionale pugliese di contrasto al gioco patologico e per l’attenzione ai progetti di interventi legislativi per la regolamentazione delle attività “Compro Oro” ma li chiamiamo alla collaborazione per avviare insieme un percorso utile ad acquisire informazioni, dati ed esperienze in vista di una legge regionale di disciplina». Qualora dovesse risultare la competenza esclusiva dello Stato sulla materia, la Puglia si renderebbe ancora una volta protagonista di una proposta di legge alle Camere di iniziativa regionale, coinvolgendo sulla stessa linea altre Regioni e facendo leva sulla sensibilità già dimostrata da molti parlamentari sull’argomento.

Un’alleanza contro una «dolorosa piaga sociale quale è la ludopatia – ha detto ancora Introna – è strategica per conseguire l’obiettivo della nostra “battaglia del bene”: regolamentare, disciplinare, contenere nei limiti della regolarità le iniziative commerciali, che intercettano il vizio del gioco».

Se un italiano su tre si rivolge ai Compro Oro – e i numeri sono in costante aumento – «le Istituzioni – ha concluso Introna – non possono far finta di non vedere. Forze sane della società ci chiedono di sposare la causa ed è dovere dei legislatori intervenire per arginare una deriva che incombe su molte famiglie, già minacciate dalla crisi. Non c’è ritorno se oltre al denaro si bruciano anche i beni, spesso di intere generazioni. Appare poco giustificabile il proliferare incontrollato di negozi Compro Oro e sono condivisibili le preoccupazioni dei cittadini, che intravedono intorno a tali esercizi commerciali l’ombra di criminalità organizzata e micro-delinquenza di quartiere, che alimentano attività di ricettazione e riciclaggio di denaro sporco».

Giuseppe Armenise

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