C’era una volta: capitolo quinto

no-chiusura-tribunale-rodi_1C’era una volta un giovane avvocato che fece la sua prima causa penale presso il Tribunale (allora Pretura) di RODI GARGANICO e per lui fu un momento tragicomico. C’era una volta che quel giovane perse quella causa, che fu riformata in appello in favore del suo assistito. C’era una volta che quel giovane fu nominato Magistrato Onorario di quel presidio giudiziario e per circa otto anni fu, quindi, anche Giudice. C’era che lui in quel presidio si formò.

Molti avvocati si formarono presso il Tribunale di RODI GARGANICO; molti fecero in quel luogo la loro prima causa.

C’era una volta un’impiegata modello e degli Ufficiali Giudiziari esemplari per professionalità ed umanità. C’era una volta degli Uffici Giudiziari importanti per il Gargano. C’era una volta che a qualcuno piacque pensare che la riforma della geografia giudiziaria fu fatta per consentire a Foggia di avere la collaborazione di Libera Di CORATO, Lino MEROLLA e Rosaria TRAMONTANO; Antonio VENTRELLA, però, non riuscirono ad averlo, perché andò in pensione.

C’era che qualcuno decise di cancellare quel presidio e c’era quel giovane, ormai non più tale, che passò giornate intere all’esterno del Tribunale per evitare che la cancellazione potesse attuarsi.

C’era una volta che la rabbia rischiò di prendere il sopravvento sulla ragione degli avvocati che si proposero a difesa di quel presidio. C’era una volta però che il Goya, in suo quadro, scrisse che il sonno della ragione genera mostri e quegli avvocati non vollero diventare dei mostri, e organizzarono solo una protesta civile, come si confà a persone civili.

C’era una volta che osservando il Tribunale tappezzato di manifesti contro la sua chiusura, illuminati dai lampi del temporale che imperversò, quell’avvocato si mise a riflettere, prima di andare a casa dopo il suo turno di presidio.

C’era una volta quel giovane avvocato, oggi non più tale, che dopo quella riflessione decise di dire semplicemente alle Autorità di pubblica sicurezza, che avrebbero dovuto portare via i fascicoli, che il Tribunale Amministrativo Regionale aveva dato ragione agli avvocati e ai cittadini di Rodi Garganico e che nessuno poteva far chiudere il loro presidio giudiziario; fra le mani, come avrebbero fatto gli altri avvocati, il provvedimento del TAR. C’era una volta che quel giovane avvocato, non più tale, decise di continuare a resistere e a combattere, civilmente, contro quel sopruso, sempre con gli altri più valorosi colleghi; valorosi costoro, ché trascorsero due notti sotto la pioggia.

Quell’avvocato e gli altri erano nati, professionalmente, in quel Tribunale, e resistettero, di notte e di giorno.

Resistere per esistere.

avv. Giuliano Iovane
dal presidio a difesa del Tribunale di Rodi Garganico

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