C’era una volta, atto quarto

sit-in notturno tribunale rodi

Foto di Eustachio Agricola

C’era una volta una notte che piovve sugli ombrelli di un gruppo di coraggiosi avvocati e due sensibili cittadine, sul piazzale antistante il soppresso Tribunale di Rodi Garganico. Giove Pluvio scatenò tutta la sua rabbia, evidentemente contro la grave ingiustizia che si sarebbe perpetrata.

C’era una volta che quel Tribunale non era stato soppresso, in quanto un TAR aveva sospeso il provvedimento di chiusura e quei coraggiosi resistettero al tempo avverso e mangiarono patate arrostite nella brace di un fuoco, acceso anche in onore del Santo che si festeggiava e si onorava con una processione quel giorno: Michele.

C’era una volta San Michele Arcangelo che si fermò davanti al Tribunale di Rodi Garganico, prima della pioggia; la spada impugnata.

C’era una volta che il Santo fissò quella gente. Fu un momento di speranza anche per i non credenti; c’era una volta che tutti si pensò che quello sarebbe stato un aiuto importante. E allora la pioggia, evidentemente, non la mandò Giove pluvio ma il Santo, mettendo sì a dura prova la resistenza degli avvocati, che non si spezzarono e neanche si piegarono, però forse scoraggiando coloro che avrebbero dovuto “rubare” i fascicoli.

C’ara una volta una lunga notte piovosa, i resistenti chiusi nelle auto, in attesa dell’illegittimo intervento delle autorità di polizia che avrebbero dovuto consentire il trasporto dei fascicoli presso il Tribunale di Foggia; si contarono le ore: alle 3,00, disse qualcuno; verranno invece alle 4,00 secondo un altro; forse alle 5,00, ma verranno.

C’era una volta che non andarono le Autorità e un sentimento di giubilo pervase gli stanchi avvocati; un’altra notte era trascorsa.

C’era una volta che i coraggiosi decisero di continuare ancora a resistere per esistere e si prepararono alle successive 24 ore di presidio, trascurando tutti il proprio lavoro e non per un tornaconto, ma per tutelare un intero territorio.

C’era una volta che i coraggiosi credevano in qualcosa di importante, mentre al Governo “erano in tutt’altre faccende affaccendati”.

C’era chi ritenne che la pioggia copiosa avesse indotto ad un rinvio delle operazioni di prelevamento e di trasporto dei fascicoli a Foggia; altri pensarono ad un atteggiamento di attesa, da parte delle autorità di polizia, per fiaccare i resistenti.

C’era un volta, invece, che la resistenza non fu neanche intaccata e il presidio continuò.

Resistere per esistere.

Giuliano Iovane
dal presidio a difesa del Tribunale di Rodi Garganico

1 Commento

  1. d

    I poeti sono sempre avanti di millenni, perciò sono destinati, soffrendo, a vincere. Grazie, Giuliano, non solo per quello che scrivi, ma soprattutto perché state riscattando la dignità e l’orgoglio della nostra michaelica terra, assetata di giustizia e di legalità! Un abbraccio a tutti VOI! NO PASARAN !

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